martedì 4 giugno 2013

globalizzazione


PREMESSA:

Siamo profondamente convinti che la causa prima della situazione sociale in cui oggi viviamo e che tende a monetizzare ogni aspetto della vita togliendo o depauperando gli aspetti più nobili che dovrebbero regolare ogni società civile, abbia le sue radici nell’esito della seconda guerra mondiale che vide uscire vincitori i due grandi blocchi formati da Usa che impersonava il capitalismo e URSS che impersonava il comunismo marxista.
Apparentemente le ideologie che dominavano i due blocchi erano in contrasto tra di loro, ma avevano in comune la concezione materialistica impersonata dall’oro.
Il capitalismo per trarre il massimo profitto da parte di chi già aveva tanto ed il comunismo per distribuire più equamente a tutti la ricchezza.
Entrambe le ideologie però avevano come unico oggetto del contendere il denaro e la ricchezza considerando che in questi orizzonti si esaurisse ogni aspetto della vita di ciascuno e del vivere sociale.
La tesi era che, una volta risolti i problemi materiali del denaro, tutto il resto si sarebbe risolto da se e comunque era di importanza secondaria e trascurabile.
Non abbiamo nulla contro il denaro, ma in termini  di relatività, lo consideriamo una cosa buona se è un mezzo mentre lo consideriamo un’aberrazione sociale se diventa esso stesso un fine.
Era inevitabile che una simile concezione della società, capitalista o comunista che fosse , innescasse una deriva sociale verso un materialismo esasperato trasformando il denaro nel fine ultimo anziché nel mezzo per raggiungere degli obiettivi più alti e più nobili!
E’ una strada sbagliata che snatura la stessa essenza dell’uomo visto nel suo insieme, nella sua completezza e la storia ci insegna che le vere conquiste che l’umanità ha fatto da quando l’uomo scese dagli alberi e cominciò a camminare eretto non sono la produzione di ricchezza, ma il progresso del pensiero, la sua capacità di immaginare, lo sviluppo della sua sensibilità, la capacità di vivere in armonia con gli altri, il sapersi astrarre dal puro egoismo per operare nell’interesse collettivo, tutti elementi che non sono mercificabili e che non hanno perciò un prezzo a identificarli.
Per secoli e pure tra mille difficoltà, la strada è andata in quella direzione sino a quando un avvenimento epocale che ha coinvolto tutto il mondo non ha spostato gli obiettivi rimarcando un’unica e predominante priorità, quella dell’accumulo di denaro sopra tutto il resto.
Non che non ci fosse anche prima un contrasto tra due concezioni diverse, quella del sangue e quella dell’oro, appunto, ma c’era una lotta costante come tra il bene ed il male ed il risultato era un equilibrio tra le due posizioni in guerra tra di loro.
Poi, con la fine della seconda guerra mondiale, ha vinto definitivamente l’oro..!!
I risultati si stanno vedendo e se chi ha un’età sufficientemente avanzata per fare dei confronti, paragona i tempi della propria giovinezza a quelli odierni, avrà immediata la sensazione di quanto il mondo sia cambiato e non certamente in meglio!
Cercheremo di fare un’analisi ed un confronto prendendo in esame le varie categorie sociali, le varie situazioni e le varie professioni per rimarcare quanto il mondo sia cambiato in questo ultimi 60 anni e quanto sia stata deleteria per la società la concezione materialistica oggi imperante.


Alessandro Mezzano


GLOBALIZZAZIONE

Un primo risultato evidente dello spostamento dai valori etici a quelli economici in base la nuovo comandamento universale che il denaro vale più di tutto il resto è senza dubbio il fenomeno della globalizzazione.
La globalizzazione si fonda sulla ricerca del massimo profitto ad ogni costo e si basa sulla speculazione del capitalismo mondiale che ha trovato più conveniente spostare i propri investimenti verso quei Paesi poveri dove i costi di produzione sono immensamente inferiori a quelli dei Paesi più emancipati.
Al capitalismo mondiale non importa se quella produzione costa di meno perché i lavoratori operano in una condizione di semi schiavitù, con salari da miseria e con orari di lavoro massacranti, né gli interessa che in quei Paesi non esista alcuna legge che tuteli l’ambiente permettendo altissimi tassi di inquinamento, né gli interessa che tutto ciò produca una concorrenza sleale ed insostenibile per i Paesi più avanzati provocando la chiusura delle aziende e una massiccia disoccupazione.
Anzi tutto questo, al capitalismo mondiale fa comodo perché abbassa i costi di produzione  ed aumenta di conseguenza i profitti..!
Al capitalismo interessano solamente gli utili che da tale situazione possono derivare in nome appunto del profitto e della priorità che questo assume in una società in cui l’oro ha vinto sul sangue.
Il paradosso di una tale situazione è che anche i capitalisti vivono sullo stesso pianeta dei poveri e degli sfruttati e dato che il processo innescato dalla globalizzazione mette a repentaglio il futuro di tutto il pianeta, se non altro sotto l’aspetto ecologico, quando si sarà superato il punto di non ritorno, sarà segnata anche la loro sopravvivenza.
Ma il denaro non  è capace di proiettare il ragionamento in prospettiva e vive solo e sempre nel presente senza preoccuparsi delle conseguenze future del suo operare!
La globalizzazione avrebbe un senso solamente se rappresentasse una situazione mondiale in cui ogni Paese fosse ad un grado di sviluppo eguale agli altri e quindi non si creassero discrepanze economiche e sociali, ma così non è e non serve a nulla fare finta che lo sia.
La storia insegna che i popoli e le civiltà si sviluppano e crescono in modi ed in tempi diversi tra di loro creando delle differenza economiche culturali e sociali che non possono essere colmate con la bacchetta magica della finanza internazionale.
Se pure è giusto auspicare che i popoli meno progrediti possano raggiungere il grado di sviluppo di quelli più progrediti, pure si deve tenere conto che il processo deve essere graduale per non sconquassare le economie.
È come se da un bacino di acqua a monte si dovesse riempirne uno al valle sino ad equilibrare i livelli.
Se l’afflusso sarà graduale non ci saranno danni, ma se si apriranno le dighe di colpo ciò provocherà una tale onda di piena da distruggere il bacino a valle…
Fuori di metafora, se si ponessero dei dazi sulle importazioni dai Paesi emergenti, in modo graduale e magari per grandi blocchi a sviluppo omogeneo, si otterrebbe il risultato di fare sì progredire quei Paesi, ma senza dissestare le economia dei Pesi più progrediti come invece sta avvenendo ..!!

MEDICI

Nel primo dopo guerra, epoca a cui risalgono i nostri ricordi di ragazzo, non c’era come oggi il “Medico di base”, ma bensì la figura del “Medico condotto” che provvedeva a quasi tutte le necessità sanitarie del paese, che conosceva tutti e la loro storia sanitaria e che era un’autorità indiscussa assieme al parroco ed al maresciallo dei carabinieri.
Raramente il medico condotto mandava i pazienti da uno specialista, salvo rari e documentati casi “difficili”, anche perché la sue esperienza e la sua professionalità, frutto di tanti anni di costante applicazione e di vera dedizione gli davano le armi per risolvere con successo la gran parte delle patologie che gli si presentavano.
Il Medico condotto svolgeva la sua funzione come missione più che come professione a fini di lucro, non percepiva regalie dalla case farmaceutiche ed era disponibile ad ogni ora per visitare e per curare i suoi pazienti.
Oggi il medico di base è diventato poco più che un passacarte che mediamente e salvo rare e commendevoli eccezioni, stenta a fare una visita come si deve, spesso fa diagnosi a pazienti con giacca o cappotto addosso ed invia allo specialista ogni caso che sia più complicato di un raffreddore o di un’unghia incarnata..!
Intercala le visite ai pazienti con il ricevimento dei “propagandisti medici” che girano per gli ambulatori a promuovere le vendite delle case farmaceutiche e concede con facilità giorni di riposo per malattia per soddisfare le richieste, non sempre giustificate, di postulanti pretenziosi!
La stessa capacità professionale  ne risente per mancanza di esperienza diretta e ciò provoca sovente superficialità delle diagnosi causata anche da un generale senso di menefreghismo o quanto meno di superficialità che ha preso il posto della dedizione che era una volta la regola per questa professione.
Se poi passiamo agli specialisti, possiamo subito constatare una prima cosa e cioè quanto sia diverso il trattamento tra i pazienti mutuati e quelli a pagamento e quanto siano salate le parcelle delle visite a pagamento.
Un atteggiamento speculativo, la frequente richiesta di reiterare le viste, il suggerimento, in caso di necessità, di ricoverarsi in una clinica privata dove il luminare opera anziché nelle strutture pubbliche, dimostrano, come testimoniano le frequenti denunce dei media, che la loro professionalità è al servizio del profitto anziché a quello della salute dei pazienti!
Ma la cosa più grave è la quasi accettazione di questo stato di cose da parte della pubblica opinione che considera questi atteggiamenti come una inevitabile espressione della natura umana quasi che l’anteporre il denaro e la visione materialistica della vita al senso del dovere, alla solidarietà umana ed alle regole etiche, fosse l’ineluttabile destino dell’umanità!
Se poi consideriamo che quasi sempre questi specialisti si sono fatti le ossa ed hanno acquisito capacità professionale nelle strutture pubbliche e pagati dallo Stato e che, una volta arrivati, sfruttano privatamente e per lucro personale queste loro capacità, allora appare ancora più evidente una moralità ambigua e la prevalenza della ricerca del profitto rispetto alla missione medica!
Certamente, anche in tempi passati, erano presenti individui di tale fatta, ma erano molto più rari di oggi e certamente non trovavano alcuna giustificazione in rapporto ai parametri etici del tempo!


ARTIGIANI

Sta diventando una specie in via di estinzione ..!
L’artigiano, come dice l’etimologia del termine, è una specie di artista e cioè una persona che mette nel suo lavoro anche la passione e la creatività che il suo talento professionale gli suggerisce e che svolge il proprio lavoro con l’orgoglio che deriva dalla consapevolezza della propria maestria.
Tutto ciò lo pone in una dimensione che, pur mirando ad un giusto guadagno, pure è in qualche modo disgiunto da tale obiettivo quanto meno non facendone l’ obiettivo primario!
Non stiamo assolutamente dicendo che l’artigiano deve essere un francescano od un santo che lavora per la gloria, ma che, quanto meno, i due aspetti convivono nell’artigiano senza che uno annulli l’altro..!
Anche qui, purtroppo, è arrivata però la mercificazione spinta e l’artigiano di oggi non ha nulla a che vedere con quello di 60 anni fa.
Oggi la professione si è allontanata sempre di più dall’essere vicina all’arte ed è diventata un qualsiasi mestiere.
La maestria, la passione, la creatività sono state sostituite dalla tecnologia trasformando spesso l’artigiano in un semplice assemblatore di parti prefabbricate dove il portato personale è praticamente nullo, mentre l’obiettivo principale e quasi unico è diventato il profitto in omaggio al nuovo concetto che ogni cosa è mercificabile e tutto ha un prezzo in denaro!
Naturalmente a tutto ciò concorre anche il fatto che pure la clientela degli artigiani, sempre in funzione del materialismo imperante, si è diseducata al bello adattandosi all’utile come chi, abituandosi a mangiare cibi insipidi, perde piano, piano la memoria ed il gusto per i cibi saporiti!
Se da una parte la mancata richiesta di un alto livello dei manufatti prodotti provoca la contrazione della qualità della produzione artigianale, dall’altra questa mancata produzione di qualità provoca una caduta ed una mancanza di gusto nella clientela.
Insomma è un cane che si morde la coda o, se si preferisce, causa ed effetto che si rincorrono e sono l’una la conseguenza dell’altro!
Lo si può constatare anche in un campo domestico come l’alimentazione laddove ai cibi preparati con cura ed amore dalla massaia si sostituisce in parte il cibo preconfezionato dei supermercati.

IMPRENDITORI

Imprenditore è quella persona che, come dice la parola, si lancia in una impresa produttiva in funzione della sua propensione a creare un qualche cosa che produce beni o servizi.
Per quanto il fine di una azienda sia sempre stato il guadagno, pure anche gli aspetti dell’ambizione di creare una realtà, il procurare posti di lavoro e ricchezza nel contesto sociale in cui si opera, in una specie di sfida o di gara con se stessi per dimostrare la propria valentia, sono sempre stati elementi significativi dell’impresa.
Anche in questo campo però, sebbene in misura forse minore che in altri campi, la nuova tendenza a porre in modo prioritario il denaro, ha trasformato la figura dell’imprenditore che ha accentuato i connotati di speculatore economico ed assopito quelli di produttore.
Esempio classico è quello di imprenditori che, spinti dai mercati e dalla concorrenza, hanno quasi cessato di produrre in proprio ed oggi acquistano da Paesi in via di sviluppo  o producono colà tramite delocalizzazione delle aziende, merci che poi rivendono nei Paesi nei quali le aziende hanno solamente una presenza fittizia o virtuale.
Questo tipo di speculazione è fatta in parte per necessità, ma in parte perché il fine del maggiore utile è divenuto prioritario rispetto a tutte le altre motivazioni per le quali un’impresa dovrebbe vivere.
Va insomma sempre più scomparendo la figura dell’imprenditore, sostituita da quella dello speculatore!
E’ pur vero che a fronte di una previsione di guadagno del 3%-5%, gravato di tasse e balzelli vari e minacciato da scioperi o occupazioni, l’alternativa di guadagni a due cifre ipotizzabili con la speculazione, spinge inevitabilmente verso quest’ultima, ma questo è pur sempre l’effetto inevitabile, la conseguenza logica del mutato orizzonte economico che deriva sempre dalla sciagurata vittoria dell’oro sul sangue ..!
Il risultato pratico è alla fine che sempre di più la figura del vecchio imprenditore sta cedendo il posto a quella dell’imprenditore speculatore con una drammatica ricaduta sociale sull’occupazione e sul potere d’acquisto della gente.
Lo stesso capitalismo che era rappresentato per la sua quasi totalità dalle imprese tanto che l’antitesi classica del proletariato erano i “padroni” si è oggi trasformato.
Non esistono quasi più i “padroni” che sono stati sostituiti dai finanzieri che, senza produrre ricchezza se non per se, spostano montagne di miliardi da una speculazione all’altra condizionando addirittura la vita dei governi e la natura degli Stati!
Delocalizzazioni, titoli speculativi come i famigerati “Sub prime”, manovre di borsa, megagalattiche compravendite di valute, sono gli strumenti attraverso le quali poche centinaia di persone detentrici della ricchezza mondiale, su sei miliardi di abitanti della terra, monopolizzano la creazione di ricchezza che rimane concentrata nelle loro mani senza apportare alcun beneficio alla collettività umana!
E’ l’apoteosi della preminenza dell’oro sul sangue!
E’ la realizzazione del disfacimento dei valori della civiltà, la morte del pensiero, la necrosi
dei sentimenti, il trionfo del materialismo assoluto!
In questa situazione l’individuo cessa di essere una persona per diventare un mero strumento di strategie finanziarie, mentre si annullano i diritti più basilari a favore dell’imperativo del profitto e si abbruttiscono dignità, senso dell’onore, tradizioni e spiritualità!


LA SCUOLA

La scuola maestra di vita.
Questo era l’assunto nelle vecchio società e la parte umanistica dell’insegnamento era lo strumento base attraverso il quale raggiungere tale obiettivo.
Anche in questo settore il materialismo imperante nella nuova società ha trasformato il contesto ed oggi, sempre di più, si tende a considerare l’insegnamento più un addestramento per lo svolgimento di quei compiti che saranno assegnati che non la coltivazione delle capacità intellettuali per creare un individuo che pensi autonomamente e che sia capace di una sua critica speculativa scevra da condizionamenti e da idee preconfezionate da interessi esterni.
Anche le scimmie si possono addestrare, ma restano sempre degli animali….
Non sappiamo quanto ciò corrisponda ad un preciso piano strategico, ma il dubbio che questo esista è suffragato dal fatto oggettivo che è molto più facile gestire un popolo di rincoglioniti consumatori che non uno di gente pensante in modo libero ed autonomo.
Chi pensa può criticare e chi critica danneggia gli interessi di coloro che desiderano decidere il come, il quando ed il quanto in modo che ciò collimi con i propri interessi!
Da ogni pulpito politico sentiamo dire che la scuola non è all’altezza delle aspettative perché non prepara gli allievi ad incontrare il mondo del lavoro tanto che i diplomati ed i laureati, se assunti dalle aziende, debbono iniziare un addestramento totale il che è una perdita di tempo e di denaro.
Ci risiamo con il denaro.
Nessuno considera che dopo la scuola tutta una vita attende di essere vissuta e che non sarà certamente la preparazione tecnica, per quanto migliorata ed approfondita, a dare gli strumenti per affrontare le problematiche cui i ragazzi andranno incontro.
Servono apertura mentale, capacità critica di ragionare, ancoraggi culturali ai quali fare riferimento e acquisizione di valori e non è certo l’addestramento tecnico che può fornire tutto ciò!
Alla società ed agli insegnanti di oggi tutto ciò non interessa ed anche se lo scopo per cui la scuola fu in origine creata era la formazione dei cittadini, si preferisce, in nome del solito materialismo e degli interessi economici, produrre degli individui addestrati anziché dei cittadini colti..!
I risultati si vedono ed i sintomi più eclatanti sono laureati che non sanno scrivere decentemente un testo, diplomati che non sono nemmeno in grado di redigere una domanda di assunzione senza fare errori grossolani.
Quali progressi siano in grado di realizzare nelle loro vite simili individui è purtroppo prevedibile.
Un vecchio insegnante universitario della facoltà di chimica mi diceva che , dopo il primo anno di università, gli allievi che provenivano dal liceo classico e quindi con formazione umanistica, superavano mediamente quelli che provenivano dal liceo scientifico, nonostante che questi avessero già una certa infarinatura di chimica.
E’ la dimostrazione pratica della tesi che abbiamo esposto e la conferma che il vero progresso dell’umanità sta nello sviluppo del pensiero speculativo e non in quello della tecnica perché il primo fornisce gli strumenti per sviluppare intelligenza mentre il secondo è solo addestramento.
La preminenza è perciò del sangue e non dell’oro anche se provvisoriamente la vittoria dell’oro appare irreversibile..!

LA POLITICA

La politica dovrebbe esser lo strumento attraverso il quale i cittadini possano promuovere e realizzare il loro progetto di vita nel contesto di una società civile responsabile che rispetti i diritti di tutti senza discriminazioni e senza privilegiare interessi privati o di gruppi.
Le cronache di tutti i giorni ci certificano quanto tale obiettivo sia lontano dall’essere realizzato e quanto invece La politica agisca in nome di interessi privati o di gruppi!
E’ la inevitabile conseguenza della priorità che viene data all’oro sul sangue, al denaro sull’onesta amministrazione, al profitto sull’etica!
Quando l’oro vince sul sangue, vince un modo di concepire la vita, vince un modo di considerare valori e gerarchie, vince un modo di determinare le priorità assolute e pertanto diventa inevitabile tutta una serie di ricadute che sono la conseguenza logica ed obbligata di quelle premesse.
Oggi, dopo la caduta del comunismo dell’ URSS tra i due materialismi che dominavano la politica mondiale, il predominio è passato al capitalismo, ma anche quando il comunismo era l’altra faccia della politica e contrastava il capitalismo, entrambe le ideologie dominanti erano improntate al materialismo e vedevano nel denaro l’unico oggetto del contendere.
Come abbiamo già detto, il capitalismo per aumentare i patrimoni di chi già aveva tanto ed il comunismo per distribuire più equamente la ricchezza, ma entrambi terminavano i propri orizzonti sociali ed umani al modo in cui trattare il denaro senza mai affermare l’esistenza e l’importanza di altri valori che sono invece fondamentali e che caratterizzano la stessa natura dell’essere umano come l’arricchimento della propria cultura o la realizzazione di una spiritualità, non importa se religiosa oppure agnostica, che sono le naturali ed imprescindibili pulsioni dell’Uomo..!
Invece nel mondo politico di oggi corruzione, mercimonio, prostituzione morale, affarismo, collusione con la criminalità organizzata, sono all’ordine del giorno e riempiono le cronache dei media a dimostrazione che la virtù è morta e che la sete di denaro ha infettato tutto questo mondo.
Deputati e senatori vengono comperati come vacche al mercato, capi politici rinnegano il loro passato per interesse e cambiano bandiera, le ideologie che erano, a torto o a ragione, le bussole etiche dei comportamenti politici, sono morte e sostituite dall’interesse personale o di gruppo!
Una ulteriore e significativa dimostrazione di quanto andiamo esponendo è il massiccio  e documentato coinvolgimento della politica con la mafia, rapporto in cui si vendono alla malavita protezione, complicità e negazione della giustizia sino ad arrivare a negare il diritto con gli accordi discussi e protocollati con la mafia in nome del denaro e del potere derivante da appoggio elettorale.
Falcone, Borsellino e il generale Della Chiesa, assieme a tanti altri fedeli servitori dello Stato che tentarono di opporsi, pagarono con la vita la loro convinzione sulla preminenza della legge sul malaffare, mandati al macello da una apolitica collusa e complice!
Tutta la politica è coinvolta, dalla DC di Andreotti alle cooperative edili rosse siciliane a Forza Italia fondata da Berlusconi e Dell’Utri.
Todos Caballeros, tutti picciotti….
Come abbiamo già detto, era inevitabile che ciò accadesse perché quando si parte dal principio che il denaro è la cosa più importante, esso passa da strumento a fine ultimo e quei comportamenti ne sono la logica conseguenza!

I GIOVANI

I giovani dovrebbero essere, per loro natura e per la condizione contingente che vivono, i meno toccati dall’infezione dell’oro.
La vita tutta da vivere con le scoperte, le emozioni, l’amore, le curiosità e gli entusiasmi non ancora mortificati dall’esperienza, dovrebbero dare loro una sorta di immunità.
Non è purtroppo così.
L’infezione dell’anima che ha colpito tutta la società ha infettato anche loro, inaridendo i loro cuori, congelando le loro menti e spegnendo i loro entusiasmi.
In un mondo che pensa solo al denaro e non si cura dei valori che arricchiscono lo spirito, i giovani crescono trascurati e si trapianta anche in loro quel materialismo che trasuda da ogni aspetto della vita di oggi.
Gli eroi immaginari che ispirano e fanno loro da modello, non sono più i guerrieri, gli scienziati, gli artisti, i poeti, ma i giocatori di pallone, i cantanti, gli attori e lo sono perché essi guadagnano tantissimi soldi con i quali comprare automobili, donne, droga e rispetto.
I traguardi sognati non sono più la gloria e la felicità, ma il  denaro e lo sballo e questi traguardi si perseguono con freddo calcolo e con arido cinismo.
Anche per loro è avvenuta la mercificazione di tutto ciò che conta nella vita e tutto ha un prezzo in assenza completa di regole etiche  e di rispetto della coscienza che si è assopita.
Ed ecco allora la ricerca dello “Sballo”, la droga, il bere ed ecco l’incanalarsi di quelle energie che sono espressione di gioventù verso traguardi meschini in  un trionfo dell’egoismo più cinico e freddo.
Ed ecco che anche le unioni, i matrimoni, nascono tarati da questi concetti e dall’assenza di una capacità di assunzione di responsabilità e di rispetto degli impegni e durano spesso pochi anni per poi esplodere con conseguenze spesso tragiche per se stessi e per gli eventuali figli.
Quando diventa sentire comune il fatto che la priorità della vita è quella del guadagno e della ricchezza, per conseguenza logica scadono gli altri valori e la parola data, l’impegno liberamente accettato, la dignità, il senso di responsabilità e dell’onore appaiono solamente come delle zavorre che ostacolano il raggiungimento di tale priorità,
Certamente non è così per tutti, ma lo è per molti, troppi, che crescendo daranno vita ad una società ancora più arida e miserevole di quella in cui viviamo oggi!
Un tempo i giovani erano pieni di entusiasmi e di progetti a volte utopici come quello di cambiare e di salvare il mondo ed anche se poi l’esperienza della vita ridimensionava i progetti e smorzava gli entusiasmi, pure qualche cosa rimaneva di quei sogni ed era ciò che arricchiva l’umanità e la portava avanti di un gradino nel progresso umano.
Oggi resta solo un panorama grigio, arido e nebbioso, i sogni sono morti e con essi sta morendo l’anima dell’Uomo ..!!
D’altronde la più significativa forma di educazione, quella che dà  risultato concreti e conformi, è l’esempio e gli esempi che i giovani di oggi hanno costantemente sotto gli occhi da parte dei comportamenti degli adulti, portano tutti a considerare come “normale” una società mercificata e priva di valori etici per cui anche la formazione dei giovani non può non avere una strada tracciata e dei risultati inevitabilmente negativi.

I PRETI E LA CHIESA

Pur essendo quella che è cambiata di meno perché da secoli è sempre stata molto attenta ai suoi interessi materiali come è dimostrato sia dalla storia di guerre e di persecuzioni dettate da mero interesse per il potere che dagli immensi patrimoni e dalle grandi ricchezze di cui dispone, pure anche la chiesa, negli ultimi settanta anni e cioè dopo la vittoria dell’oro sul sangue, ha accentuato questo suo materialismo interessato e dietro ad una spiritualità di facciata, prospera con le sue banche, i suoi palazzi, i suoi ori.
Ogni tanto qualche Papa predica la povertà ed il ritorno alle origini, ma poi, al di là di prediche virtuose e di  pie intenzioni, tutto resta come prima con le banche, i patrimoni, gli ori e la lotta per il potere.
E’ pur vero che ci sono preti eroici che vivono tutta una vita di sacrifici, di carità e di dedizione al prossimo e monaci e monache che passano in clausura ed in penitenza tutta la vita, ma essi, in buona fede, costituiscono solamente la manovalanza della chiesa, non ne rappresentano il campione medio e soprattutto non vi esercitano alcun potere che ne possa condizionare in qualche modo l’azione.
Si vedono altresì tanti preti che indulgono ai piaceri della carne ( anche con depravazioni schifose e bestiali ) e del denaro e conducono una vita ben lontana dai dettami dei quel vangelo che ipocritamente predicano nelle parrocchie ..!!
D’altronde il crollo verticale delle “vocazioni” che costringe a rinfoltire le fila con preti e suore del terzo mondo, dimostra che la spiritualità che una volta era presente nella società più evoluta, si sta estinguendo al gelo del materialismo imperante e tutto ciò avviene non solo all’esterno della chiesa, ma anche al suo interno.
Le ultime cronache certificano addirittura la presenza di società segrete come la massoneria nel cuore più intimo della chiesa e disvelano atteggiamenti ed azioni suggeriti più dalla sete di denaro e di potere che non dalla carità cristiana e dal vangelo.
A chi obietta che non è cosa semplice smontare un complesso mastodontico come quello del patrimonio economico della chiesa, facciamo presente che ciò non cambia lo stato delle cose e che, essendo il papa uno degli ultimi sovrani assoluti del mondo, il suo potere è altrettanto assoluto e non necessita di troppe intermediazioni, né di troppi consensi.
Manca invece la concretezza di quello spirito evangelico che dovrebbe essere faro d’ispirazione e parametro di riferimento e manca la volontà politica di attuare quelle riforme che si vanno predicando!
Ma la di là delle analisi sulle cause, resta la contraddizione tra dottrina e comportamenti, tra predicazione e realtà, tra il dire ed il fare ..!!
E’ fuori di dubbio, data la corrispondenza tra causa ed effetto, che tutto ciò sia la conseguenza di quel materialismo strisciante che nasce dalla sconfitta del sangue e dalla vittoria dell’oro e che sta trascinando verso di sé tutte le manifestazioni della vita comprese quelle, come la religione, che per loro natura ed origine dovrebbero essere le più spirituali.


I MILITARI E LE FORZE DELL’ORDINE

Quando i valori dello spirito non erano ancora stati sopraffatti dagli interessi materiali, le motivazioni che spingevano alla vita militare ed a quella delle forze dell’ordina erano  soprattutto l’amore per la Patria ed il senso dello Stato.
Certamente anche la prospettiva di una carriera che permettesse una vita dignitosa aveva il suo peso, ma non era così determinante come invece lo è oggi.
La sensazione è che oggi si stia tornando a quel passato remoto delle compagnie di ventura in cui era il “mestiere delle armi” e cioè quando fare la guerra, uccidere o essere uccisi era solamente un mestiere pericoloso e redditizio.
La riprova è nella grande differenza tra la paga di un soldato che presta servizio in Italia e che è di circa 1000 €/mese e quella dello stesso soldato in “missione di pace” per esempio in Afganistan

Naturalmente al soldo va aggiunto vitto ed alloggio.
La mercificazione e la monetizzazione dell’amor Patrio è forse una delle peggiori e più degradanti conseguenze della trasformazione che il materialismo imperante ha operato nella società in quanto svilisce uno dei più puri sentimenti, quasi come la prostituzione svilisce l’amore.
D’altronde anche questo aspetto delle scelte di vita nella moderna società è in linea con  il complesso delle convinzioni che ne determinano la natura e non c’è quindi da stupirsi se concetti come Patria, onore e senso dello Stato hanno perso la loro valenza originale e sono oggi solo i fantasmi residuali di ciò che furono in passato.
Troppo spesso si assiste alla scoperta di poliziotti o carabinieri che sono coinvolti in traffici illeciti di ogni genere e questo dimostra che anche nelle forze dell’ordine il senso del dovere cede qualche volta alla sete di denaro e questa è, secondo noi, la conseguenza  della mutata scala delle priorità che nasce dalla mitizzazione dell’oro a sfavore del sangue!
Non siamo così sprovveduti da negare che nelle vite di ciascuno di noi, e quindi anche in quelle delle forze dell’ordine, ci sia la quotidianità dei problemi pratici e delle esigenze concrete che presuppongono, per la loro soluzione, di una certa disponibilità di denaro.
Il problema nasce quando l’equilibrio tra doveri, coscienza e bisogno di denaro, si sposta tutto a favore di quest’ultima esigenza e trasforma le azioni in male azioni senza che intervenga nessun freno.
Insomma, non diciamo che essere militari o forze dell’ordine debba essere tutto una missione e per nulla una professione, ma che è altrettanto sbagliato che diventi SOLO  ed esclusivamente una professione legata solamente ad uno stipendio.

I GIORNALISTI ED I LETTERATI

Il compito del giornalista è quello di informare, magari anche attraverso il filtro della propria personale interpretazione dei fatti, ma sempre con la massima obiettività ed in assoluta buona fede.
Quello dovrebbe essere il suo compito ma, all’atto pratico, anche questa professione che era un tempo un magistero di verità, è diventata troppo spesso un mercimonio quando non un esempio di prostituzione morale con la vendita della propria coscienza al migliore offerente alla ricerca del guadagno ed a scapito della morale e della dignità!
D’altronde anche in questo caso vale la constatazione per gli altri esempi e cioè che a causa della sconfitta del sangue e della vittoria dell’oro, il dio denaro è diventato il sovrano che impera sulle vite di ognuno e che determina le più importanti e significative scelte della vita.
Oggi i giornali sono quasi tutti catalogabili a sostegno di una parte politica o di una classe sociale o imprenditoriale ed è sufficiente leggere nelle varie edizioni i commenti e le interpretazioni dei medesimi avvenimenti per capire come esse sino partigiane e prezzolate anziché cercare di essere obiettive!
Il fatto che quando una testata importante è in vendita si assista ad un vero e proprio assalto per aggiudicarsene la proprietà quand’anche il bilancio economico diretto, come accade spesso, sia passivo, può solo significare che il possesso di un importante mezzo di comunicazione di massa è utile per condizionare la pubblica opinione e portarla a pascolare ( politicamente ed economicamente ) laddove è più conveniente per chi è in grado di controllare quel condizionamento.
Spesso quello che dovrebbe essere un mezzo di informazione e di diffusione culturale si trasforma in un supermercato delle idee preconfezionate e l’azione dei mezzi d’informazione diventa strumento per ottundere la capacità critica dei cittadini a filtrare i fatti attraverso un proprio giudizio autonomo per trarne in libertà una convinzione, giusta o sbagliata, ma libera.
Insomma quello che avrebbe dovuto esser strumento di libertà si è trasformato, distorcendo fatti e giudizi,  in mezzo di persuasione occulta con il risultato di condizionare pesantemente la libertà dei cittadini ed al servizio di quei “poteri forti” che hanno comperato le coscienze dei giornalisti trasformandoli in mercenari della penna.
Alla buona fede del cronista che cerca di informare, si è sostituita spesso la malafede di chi cerca di condizionare per obbedire ad ordini di scuderia …!!
Vale anche per questa categoria, quanto è avvenuto per le altre e la scomparsa o l’attenuazione dell’importanza dei valori etici lascia il passo alla prevalenza degli interessi economici ed alla sete di denaro che riesca a comperare tutto!

GLI SPORTIVI

Nell’antica Grecia, così come anche in altre civiltà, lo sport era considerato quasi una cosa sacra e le gare che si svolgevano nelle “polis” erano soggette a date precise, a precisi rituali ed erano quasi sempre dedicate alle divinità.
Lo sport era praticato come una manifestazione della tensione a superare i propri limiti umani ed a proiettarsi in una dimensione superiore.
Data la sua natura sacra, l’agone presupponeva lealtà, sincerità, buona fede e umiltà perché la sua natura lo poneva quasi nel contesto di una cerimonia sacra in cui il malanimo sarebbe stato considerato empietà verso gli dei …!
Quanto siamo oggi lontani da una tale interpretazione..!!
Oggi lo sport è diventato principalmente una questione economica ed intorno ad esso girano una ridda di miliardi per gli ingaggi, le concessioni televisive e la pubblicità commerciale e questi fattori hanno largamente superato per importanza l’agonismo.
Da rito semisacrale quale era alle origini, lo sport è diventato essenzialmente spettacolo ed idealmente gli stadi dell’antica Grecia sono stati sostituiti dalle arene dei gladiatori del tardo, decadente, impero di Roma!
L’agone sportivo ha perso la sua caratteristica di spinta al superamento dell’ostacolo per diventare strumento di guadagno e ne fa anche fede la casistica del ricorso, in quasi tutti gli sport, all’assunzione di droghe, ormoni, eccitanti e chimica varia che falsano le effettive capacità degli atleti spesso rovinandone la salute in nome del denaro.
La speculazione dei media sulla spettacolarità degli eventi sportivi più popolari, produce un mercato assolutamente sproporzionato nel quale calciatori ed allenatori in grado di attirare molti spettatori e quindi di far vendere a caro prezzo gli inserti pubblicitari, percepiscono compensi stratosferici completamente avulsi dal valore della prestazione sportiva, ma collegati solo a quello del ritorno economico.
Insomma, anche qui l’oro la fa da padrone e supera per importanza qualsiasi altro valore che lo sporto possa avere ..!!
E’ evidente la grande differenza che le due posizioni hanno anche sul piano etico.
La prima portava le persone che praticavano uno sport a rafforzare la propria personalità nell’esercizio di uno sforzo costante a migliorarsi per raggiungere e superare risultati che spostavano in avanti i limiti delle proprie possibilità.
La seconda se ne infischia di quegli obiettivi e cerca solamente di trarre dalle proprie prestazioni il maggiore guadagno possibile anche a costo di frodi, di falsi e di raggiri!
Questa trasformazione che lo sport e gli sportivi hanno subito non è casuale, ma deriva direttamente dal cambiamento etico dovuto dal cambio di obiettivi intervenuto quando l’oro, vincendo sul sangue ha trasformato i valori in interessi, i principi in guadagno, le coscienze in capitali.
Quanto tutto ciò abbia degradato il contesto generale è sotto gli occhi di tutti e non occorrono certamente dotte analisi per prenderne atto.
Quel mondo all’apparenza così pulito e così disinteressato è diventato un verminaio di interessi anche illeciti ed ha perso completamente quell’aspetto spirituale che ne era la componente più importante.

LA VITA DI COPPIA

L’unione di due persone che mettono in comune le loro vite e condividono interessi, progetti, emozioni, affetti e persino gli ostacoli che la vita riserva a ciascuno, nasce da un istinto naturale alla conservazione della specie che la ragione, la coscienza e le tradizioni razionalizzano trasformandolo in un sentimento che si chiama amore.
Teoricamente questa sfera della vita umana dovrebbe essere scevra da condizionamenti di tipo economico  ed il denaro dovrebbe entrarci poco con l’amore.
Per molti secoli della storia della nostra civiltà è stato così ed anche quando i genitori combinavano i matrimoni dei figli, si trattava quasi sempre di fare con discernimento e valutando alla luce dell’esperienza tutte le condizioni, quelle scelte che i soggetti, a causa della ubriacatura dell’innamoramento, non sarebbero stati in grado di fare, ma sempre con l’obiettivo di costruire per i propri figli delle realtà che avrebbero potuto funzionare e con lo scopo ultimo di favorire la felicità od almeno la serenità della coppia.
Alla fine quindi un gesto d’amore nel contesto di una prospettiva d’amore ..!
Oggi tutto ciò è radicalmente cambiato e la resistenza che l’istinto della specie oppone alla ragione che privilegia il denaro ai sentimenti, appare sempre più debole e sconfitta.
Non servono molti ragionamenti e molte considerazioni.
E’ sufficiente considerare l’aumento esponenziale che negli ultimi anni si è verificato nelle separazioni e nei divorzi per concludere, senza tema di smentita, che la coppia è in crisi come concetto e come istituzione.
La stabilità e la forza della coppia era indubbiamente ancorata all’amore ed al peso che ciascuno dava ai valori tradizionali della società civile e la recente vittoria totale dell’oro sul sangue ha indubbiamente stravolto questo equilibrio introducendo nell’equazione un fattore disgregante e dirompente che è l’interesse per il denaro.
Neppure più l’amore istintivo, irrazionale e primordiale per i figli ha saputo essere di contrasto a questa tendenza e l’egoismo ha mediamente prevalso scardinando i sentimenti, le coscienze, la coerenza verso gli impegni liberamente presi e quei valori etici che l’amore per il denaro ha annacquato e reso labili!
Tale tendenza è esplosa negli ultimi anni come dimostrano le statistiche ISTAT che certificano come, solo negli ultimi 6 anni essi siano aumentati del 68%.
Ecco una grafica dell’andamento delle separazioni e divorzi solamente dal 1995 al 2009:


Sono fenomeni sociali  di grandissima rilevanza e soprattutto sono fenomeni che non accadono per caso, ma per precise cause.
Sono venute a mancare quelle condizioni che stabilizzavano i rapporti di coppia e sono contemporaneamente aumentati quei fattori disgreganti che ne minano la consistenza.
Il materialismo dominante che è scelta di priorità materiale rispetto a quella spirituale ed etica nella scala di valori che regolano la vita, conseguenza diretta della vittoria dell’oro sul sangue, hanno distrutto il cemento che univa la coppia mentre ha preso il sopravvento quell’egoismo che è figlio diretto dell’Oro.
Le conseguenze pratiche di tali scelte e di tali comportamenti non potevano non essere che lo sfaldamento ed il dissolvimento di quei legami che tenevano unita la coppia e tutto ciò non è teoria in quanto dimostrato dai fatti..!!

CONCLUSIONI

Non siamo sicuri che quanto abbiamo scritto possa servire a qualche cosa ed anzi temiamo fortemente che non serva a nulla perché le forze che dominano oggi il mondo grazie al peso del denaro sono forti, organizzate e talmente inserite al comando nel contesto sociale da impedire l’efficacia di qualsiasi testimonianza, sebbene documentata e qualsiasi reazione allo status quo.
 Come ha dichiarato recentemente in un’intervista don Gabriele Amorth il più famoso esorcista del mondo, : “Chi comanda é chi ha i soldi.
Il nostro mondo è gestito da 7-8 persone che hanno in mano i quattrini…….
Purtroppo anche nella Chiesa ci sono quelli che vanno avanti a forza di carriera, a forza di soldi, a forza di corruzione.
Anche nella Chiesa c'è una grande massa di massoni.
E anche tra i cardinali ce ne sono, altroché, altroché!
Perché di fronte al dio denaro uno ammazzerebbe suo padre, sua madre, i suoi figli. Anche un uomo di Chiesa lo fa, se non ha fede.”
E’ chiaro che in tale situazione è come se un nano volesse combattere contro un gigante ed a parte le leggende della Bibbia, nella vita reale il gigante vince sempre alla grande contro il nano…!!!
Pur tuttavia noi abbiamo voluto fare egualmente la nostra denuncia considerandola come un seme gettato nel campo della vita, sperando che col tempo esso possa germogliare a dispetto delle erbacce, dell’incuria e del maltempo.
Come il granello di terra che rotolando sulla distesa del nevaio si ingrandisce sempre più diventando alla fine valanga travolgente ed inarrestabile, la nostra illusione è che anche questo seme possa dare un giorno i suoi frutti e che una forza travolgente sorga contro questo mondo retto dall’oro travolgendo, sradicando, annientando sino a creare un nuovo ordine, un mondo nuovo,  meno materialista e più Umano..!!!!


Alessandro Mezzano

PREMESSA: Siamo profondamente convinti che la causa prima della situazione sociale in cui oggi viviamo e che tende a monetizzare ogni aspetto della vita togliendo o depauperando gli aspetti più nobili che dovrebbero regolare ogni società civile, abbia le sue radici nell’esito della seconda guerra mondiale che vide uscire vincitori i due grandi blocchi formati da Usa che impersonava il capitalismo e URSS che impersonava il comunismo marxista. Apparentemente le ideologie che dominavano i due blocchi erano in contrasto tra di loro, ma avevano in comune la concezione materialistica impersonata dall’oro. Il capitalismo per trarre il massimo profitto da parte di chi già aveva tanto ed il comunismo per distribuire più equamente a tutti la ricchezza. Entrambe le ideologie però avevano come unico oggetto del contendere il denaro e la ricchezza considerando che in questi orizzonti si esaurisse ogni aspetto della vita di ciascuno e del vivere sociale. La tesi era che, una volta risolti i problemi materiali del denaro, tutto il resto si sarebbe risolto da se e comunque era di importanza secondaria e trascurabile. Non abbiamo nulla contro il denaro, ma in termini di relatività, lo consideriamo una cosa buona se è un mezzo mentre lo consideriamo un’aberrazione sociale se diventa esso stesso un fine. Era inevitabile che una simile concezione della società, capitalista o comunista che fosse , innescasse una deriva sociale verso un materialismo esasperato trasformando il denaro nel fine ultimo anziché nel mezzo per raggiungere degli obiettivi più alti e più nobili! E’ una strada sbagliata che snatura la stessa essenza dell’uomo visto nel suo insieme, nella sua completezza e la storia ci insegna che le vere conquiste che l’umanità ha fatto da quando l’uomo scese dagli alberi e cominciò a camminare eretto non sono la produzione di ricchezza, ma il progresso del pensiero, la sua capacità di immaginare, lo sviluppo della sua sensibilità, la capacità di vivere in armonia con gli altri, il sapersi astrarre dal puro egoismo per operare nell’interesse collettivo, tutti elementi che non sono mercificabili e che non hanno perciò un prezzo a identificarli. Per secoli e pure tra mille difficoltà, la strada è andata in quella direzione sino a quando un avvenimento epocale che ha coinvolto tutto il mondo non ha spostato gli obiettivi rimarcando un’unica e predominante priorità, quella dell’accumulo di denaro sopra tutto il resto. Non che non ci fosse anche prima un contrasto tra due concezioni diverse, quella del sangue e quella dell’oro, appunto, ma c’era una lotta costante come tra il bene ed il male ed il risultato era un equilibrio tra le due posizioni in guerra tra di loro. Poi, con la fine della seconda guerra mondiale, ha vinto definitivamente l’oro..!! I risultati si stanno vedendo e se chi ha un’età sufficientemente avanzata per fare dei confronti, paragona i tempi della propria giovinezza a quelli odierni, avrà immediata la sensazione di quanto il mondo sia cambiato e non certamente in meglio! Cercheremo di fare un’analisi ed un confronto prendendo in esame le varie categorie sociali, le varie situazioni e le varie professioni per rimarcare quanto il mondo sia cambiato in questo ultimi 60 anni e quanto sia stata deleteria per la società la concezione materialistica oggi imperante. Alessandro Mezzano GLOBALIZZAZIONE Un primo risultato evidente dello spostamento dai valori etici a quelli economici in base la nuovo comandamento universale che il denaro vale più di tutto il resto è senza dubbio il fenomeno della globalizzazione. La globalizzazione si fonda sulla ricerca del massimo profitto ad ogni costo e si basa sulla speculazione del capitalismo mondiale che ha trovato più conveniente spostare i propri investimenti verso quei Paesi poveri dove i costi di produzione sono immensamente inferiori a quelli dei Paesi più emancipati. Al capitalismo mondiale non importa se quella produzione costa di meno perché i lavoratori operano in una condizione di semi schiavitù, con salari da miseria e con orari di lavoro massacranti, né gli interessa che in quei Paesi non esista alcuna legge che tuteli l’ambiente permettendo altissimi tassi di inquinamento, né gli interessa che tutto ciò produca una concorrenza sleale ed insostenibile per i Paesi più avanzati provocando la chiusura delle aziende e una massiccia disoccupazione. Anzi tutto questo, al capitalismo mondiale fa comodo perché abbassa i costi di produzione ed aumenta di conseguenza i profitti..! Al capitalismo interessano solamente gli utili che da tale situazione possono derivare in nome appunto del profitto e della priorità che questo assume in una società in cui l’oro ha vinto sul sangue. Il paradosso di una tale situazione è che anche i capitalisti vivono sullo stesso pianeta dei poveri e degli sfruttati e dato che il processo innescato dalla globalizzazione mette a repentaglio il futuro di tutto il pianeta, se non altro sotto l’aspetto ecologico, quando si sarà superato il punto di non ritorno, sarà segnata anche la loro sopravvivenza. Ma il denaro non è capace di proiettare il ragionamento in prospettiva e vive solo e sempre nel presente senza preoccuparsi delle conseguenze future del suo operare! La globalizzazione avrebbe un senso solamente se rappresentasse una situazione mondiale in cui ogni Paese fosse ad un grado di sviluppo eguale agli altri e quindi non si creassero discrepanze economiche e sociali, ma così non è e non serve a nulla fare finta che lo sia. La storia insegna che i popoli e le civiltà si sviluppano e crescono in modi ed in tempi diversi tra di loro creando delle differenza economiche culturali e sociali che non possono essere colmate con la bacchetta magica della finanza internazionale. Se pure è giusto auspicare che i popoli meno progrediti possano raggiungere il grado di sviluppo di quelli più progrediti, pure si deve tenere conto che il processo deve essere graduale per non sconquassare le economie. È come se da un bacino di acqua a monte si dovesse riempirne uno al valle sino ad equilibrare i livelli. Se l’afflusso sarà graduale non ci saranno danni, ma se si apriranno le dighe di colpo ciò provocherà una tale onda di piena da distruggere il bacino a valle… Fuori di metafora, se si ponessero dei dazi sulle importazioni dai Paesi emergenti, in modo graduale e magari per grandi blocchi a sviluppo omogeneo, si otterrebbe il risultato di fare sì progredire quei Paesi, ma senza dissestare le economia dei Pesi più progrediti come invece sta avvenendo ..!! MEDICI Nel primo dopo guerra, epoca a cui risalgono i nostri ricordi di ragazzo, non c’era come oggi il “Medico di base”, ma bensì la figura del “Medico condotto” che provvedeva a quasi tutte le necessità sanitarie del paese, che conosceva tutti e la loro storia sanitaria e che era un’autorità indiscussa assieme al parroco ed al maresciallo dei carabinieri. Raramente il medico condotto mandava i pazienti da uno specialista, salvo rari e documentati casi “difficili”, anche perché la sue esperienza e la sua professionalità, frutto di tanti anni di costante applicazione e di vera dedizione gli davano le armi per risolvere con successo la gran parte delle patologie che gli si presentavano. Il Medico condotto svolgeva la sua funzione come missione più che come professione a fini di lucro, non percepiva regalie dalla case farmaceutiche ed era disponibile ad ogni ora per visitare e per curare i suoi pazienti. Oggi il medico di base è diventato poco più che un passacarte che mediamente e salvo rare e commendevoli eccezioni, stenta a fare una visita come si deve, spesso fa diagnosi a pazienti con giacca o cappotto addosso ed invia allo specialista ogni caso che sia più complicato di un raffreddore o di un’unghia incarnata..! Intercala le visite ai pazienti con il ricevimento dei “propagandisti medici” che girano per gli ambulatori a promuovere le vendite delle case farmaceutiche e concede con facilità giorni di riposo per malattia per soddisfare le richieste, non sempre giustificate, di postulanti pretenziosi! La stessa capacità professionale ne risente per mancanza di esperienza diretta e ciò provoca sovente superficialità delle diagnosi causata anche da un generale senso di menefreghismo o quanto meno di superficialità che ha preso il posto della dedizione che era una volta la regola per questa professione. Se poi passiamo agli specialisti, possiamo subito constatare una prima cosa e cioè quanto sia diverso il trattamento tra i pazienti mutuati e quelli a pagamento e quanto siano salate le parcelle delle visite a pagamento. Un atteggiamento speculativo, la frequente richiesta di reiterare le viste, il suggerimento, in caso di necessità, di ricoverarsi in una clinica privata dove il luminare opera anziché nelle strutture pubbliche, dimostrano, come testimoniano le frequenti denunce dei media, che la loro professionalità è al servizio del profitto anziché a quello della salute dei pazienti! Ma la cosa più grave è la quasi accettazione di questo stato di cose da parte della pubblica opinione che considera questi atteggiamenti come una inevitabile espressione della natura umana quasi che l’anteporre il denaro e la visione materialistica della vita al senso del dovere, alla solidarietà umana ed alle regole etiche, fosse l’ineluttabile destino dell’umanità! Se poi consideriamo che quasi sempre questi specialisti si sono fatti le ossa ed hanno acquisito capacità professionale nelle strutture pubbliche e pagati dallo Stato e che, una volta arrivati, sfruttano privatamente e per lucro personale queste loro capacità, allora appare ancora più evidente una moralità ambigua e la prevalenza della ricerca del profitto rispetto alla missione medica! Certamente, anche in tempi passati, erano presenti individui di tale fatta, ma erano molto più rari di oggi e certamente non trovavano alcuna giustificazione in rapporto ai parametri etici del tempo! ARTIGIANI Sta diventando una specie in via di estinzione ..! L’artigiano, come dice l’etimologia del termine, è una specie di artista e cioè una persona che mette nel suo lavoro anche la passione e la creatività che il suo talento professionale gli suggerisce e che svolge il proprio lavoro con l’orgoglio che deriva dalla consapevolezza della propria maestria. Tutto ciò lo pone in una dimensione che, pur mirando ad un giusto guadagno, pure è in qualche modo disgiunto da tale obiettivo quanto meno non facendone l’ obiettivo primario! Non stiamo assolutamente dicendo che l’artigiano deve essere un francescano od un santo che lavora per la gloria, ma che, quanto meno, i due aspetti convivono nell’artigiano senza che uno annulli l’altro..! Anche qui, purtroppo, è arrivata però la mercificazione spinta e l’artigiano di oggi non ha nulla a che vedere con quello di 60 anni fa. Oggi la professione si è allontanata sempre di più dall’essere vicina all’arte ed è diventata un qualsiasi mestiere. La maestria, la passione, la creatività sono state sostituite dalla tecnologia trasformando spesso l’artigiano in un semplice assemblatore di parti prefabbricate dove il portato personale è praticamente nullo, mentre l’obiettivo principale e quasi unico è diventato il profitto in omaggio al nuovo concetto che ogni cosa è mercificabile e tutto ha un prezzo in denaro! Naturalmente a tutto ciò concorre anche il fatto che pure la clientela degli artigiani, sempre in funzione del materialismo imperante, si è diseducata al bello adattandosi all’utile come chi, abituandosi a mangiare cibi insipidi, perde piano, piano la memoria ed il gusto per i cibi saporiti! Se da una parte la mancata richiesta di un alto livello dei manufatti prodotti provoca la contrazione della qualità della produzione artigianale, dall’altra questa mancata produzione di qualità provoca una caduta ed una mancanza di gusto nella clientela. Insomma è un cane che si morde la coda o, se si preferisce, causa ed effetto che si rincorrono e sono l’una la conseguenza dell’altro! Lo si può constatare anche in un campo domestico come l’alimentazione laddove ai cibi preparati con cura ed amore dalla massaia si sostituisce in parte il cibo preconfezionato dei supermercati. IMPRENDITORI Imprenditore è quella persona che, come dice la parola, si lancia in una impresa produttiva in funzione della sua propensione a creare un qualche cosa che produce beni o servizi. Per quanto il fine di una azienda sia sempre stato il guadagno, pure anche gli aspetti dell’ambizione di creare una realtà, il procurare posti di lavoro e ricchezza nel contesto sociale in cui si opera, in una specie di sfida o di gara con se stessi per dimostrare la propria valentia, sono sempre stati elementi significativi dell’impresa. Anche in questo campo però, sebbene in misura forse minore che in altri campi, la nuova tendenza a porre in modo prioritario il denaro, ha trasformato la figura dell’imprenditore che ha accentuato i connotati di speculatore economico ed assopito quelli di produttore. Esempio classico è quello di imprenditori che, spinti dai mercati e dalla concorrenza, hanno quasi cessato di produrre in proprio ed oggi acquistano da Paesi in via di sviluppo o producono colà tramite delocalizzazione delle aziende, merci che poi rivendono nei Paesi nei quali le aziende hanno solamente una presenza fittizia o virtuale. Questo tipo di speculazione è fatta in parte per necessità, ma in parte perché il fine del maggiore utile è divenuto prioritario rispetto a tutte le altre motivazioni per le quali un’impresa dovrebbe vivere. Va insomma sempre più scomparendo la figura dell’imprenditore, sostituita da quella dello speculatore! E’ pur vero che a fronte di una previsione di guadagno del 3%-5%, gravato di tasse e balzelli vari e minacciato da scioperi o occupazioni, l’alternativa di guadagni a due cifre ipotizzabili con la speculazione, spinge inevitabilmente verso quest’ultima, ma questo è pur sempre l’effetto inevitabile, la conseguenza logica del mutato orizzonte economico che deriva sempre dalla sciagurata vittoria dell’oro sul sangue ..! Il risultato pratico è alla fine che sempre di più la figura del vecchio imprenditore sta cedendo il posto a quella dell’imprenditore speculatore con una drammatica ricaduta sociale sull’occupazione e sul potere d’acquisto della gente. Lo stesso capitalismo che era rappresentato per la sua quasi totalità dalle imprese tanto che l’antitesi classica del proletariato erano i “padroni” si è oggi trasformato. Non esistono quasi più i “padroni” che sono stati sostituiti dai finanzieri che, senza produrre ricchezza se non per se, spostano montagne di miliardi da una speculazione all’altra condizionando addirittura la vita dei governi e la natura degli Stati! Delocalizzazioni, titoli speculativi come i famigerati “Sub prime”, manovre di borsa, megagalattiche compravendite di valute, sono gli strumenti attraverso le quali poche centinaia di persone detentrici della ricchezza mondiale, su sei miliardi di abitanti della terra, monopolizzano la creazione di ricchezza che rimane concentrata nelle loro mani senza apportare alcun beneficio alla collettività umana! E’ l’apoteosi della preminenza dell’oro sul sangue! E’ la realizzazione del disfacimento dei valori della civiltà, la morte del pensiero, la necrosi dei sentimenti, il trionfo del materialismo assoluto! In questa situazione l’individuo cessa di essere una persona per diventare un mero strumento di strategie finanziarie, mentre si annullano i diritti più basilari a favore dell’imperativo del profitto e si abbruttiscono dignità, senso dell’onore, tradizioni e spiritualità! LA SCUOLA La scuola maestra di vita. Questo era l’assunto nelle vecchio società e la parte umanistica dell’insegnamento era lo strumento base attraverso il quale raggiungere tale obiettivo. Anche in questo settore il materialismo imperante nella nuova società ha trasformato il contesto ed oggi, sempre di più, si tende a considerare l’insegnamento più un addestramento per lo svolgimento di quei compiti che saranno assegnati che non la coltivazione delle capacità intellettuali per creare un individuo che pensi autonomamente e che sia capace di una sua critica speculativa scevra da condizionamenti e da idee preconfezionate da interessi esterni. Anche le scimmie si possono addestrare, ma restano sempre degli animali…. Non sappiamo quanto ciò corrisponda ad un preciso piano strategico, ma il dubbio che questo esista è suffragato dal fatto oggettivo che è molto più facile gestire un popolo di rincoglioniti consumatori che non uno di gente pensante in modo libero ed autonomo. Chi pensa può criticare e chi critica danneggia gli interessi di coloro che desiderano decidere il come, il quando ed il quanto in modo che ciò collimi con i propri interessi! Da ogni pulpito politico sentiamo dire che la scuola non è all’altezza delle aspettative perché non prepara gli allievi ad incontrare il mondo del lavoro tanto che i diplomati ed i laureati, se assunti dalle aziende, debbono iniziare un addestramento totale il che è una perdita di tempo e di denaro. Ci risiamo con il denaro. Nessuno considera che dopo la scuola tutta una vita attende di essere vissuta e che non sarà certamente la preparazione tecnica, per quanto migliorata ed approfondita, a dare gli strumenti per affrontare le problematiche cui i ragazzi andranno incontro. Servono apertura mentale, capacità critica di ragionare, ancoraggi culturali ai quali fare riferimento e acquisizione di valori e non è certo l’addestramento tecnico che può fornire tutto ciò! Alla società ed agli insegnanti di oggi tutto ciò non interessa ed anche se lo scopo per cui la scuola fu in origine creata era la formazione dei cittadini, si preferisce, in nome del solito materialismo e degli interessi economici, produrre degli individui addestrati anziché dei cittadini colti..! I risultati si vedono ed i sintomi più eclatanti sono laureati che non sanno scrivere decentemente un testo, diplomati che non sono nemmeno in grado di redigere una domanda di assunzione senza fare errori grossolani. Quali progressi siano in grado di realizzare nelle loro vite simili individui è purtroppo prevedibile. Un vecchio insegnante universitario della facoltà di chimica mi diceva che , dopo il primo anno di università, gli allievi che provenivano dal liceo classico e quindi con formazione umanistica, superavano mediamente quelli che provenivano dal liceo scientifico, nonostante che questi avessero già una certa infarinatura di chimica. E’ la dimostrazione pratica della tesi che abbiamo esposto e la conferma che il vero progresso dell’umanità sta nello sviluppo del pensiero speculativo e non in quello della tecnica perché il primo fornisce gli strumenti per sviluppare intelligenza mentre il secondo è solo addestramento. La preminenza è perciò del sangue e non dell’oro anche se provvisoriamente la vittoria dell’oro appare irreversibile..! LA POLITICA La politica dovrebbe esser lo strumento attraverso il quale i cittadini possano promuovere e realizzare il loro progetto di vita nel contesto di una società civile responsabile che rispetti i diritti di tutti senza discriminazioni e senza privilegiare interessi privati o di gruppi. Le cronache di tutti i giorni ci certificano quanto tale obiettivo sia lontano dall’essere realizzato e quanto invece La politica agisca in nome di interessi privati o di gruppi! E’ la inevitabile conseguenza della priorità che viene data all’oro sul sangue, al denaro sull’onesta amministrazione, al profitto sull’etica! Quando l’oro vince sul sangue, vince un modo di concepire la vita, vince un modo di considerare valori e gerarchie, vince un modo di determinare le priorità assolute e pertanto diventa inevitabile tutta una serie di ricadute che sono la conseguenza logica ed obbligata di quelle premesse. Oggi, dopo la caduta del comunismo dell’ URSS tra i due materialismi che dominavano la politica mondiale, il predominio è passato al capitalismo, ma anche quando il comunismo era l’altra faccia della politica e contrastava il capitalismo, entrambe le ideologie dominanti erano improntate al materialismo e vedevano nel denaro l’unico oggetto del contendere. Come abbiamo già detto, il capitalismo per aumentare i patrimoni di chi già aveva tanto ed il comunismo per distribuire più equamente la ricchezza, ma entrambi terminavano i propri orizzonti sociali ed umani al modo in cui trattare il denaro senza mai affermare l’esistenza e l’importanza di altri valori che sono invece fondamentali e che caratterizzano la stessa natura dell’essere umano come l’arricchimento della propria cultura o la realizzazione di una spiritualità, non importa se religiosa oppure agnostica, che sono le naturali ed imprescindibili pulsioni dell’Uomo..! Invece nel mondo politico di oggi corruzione, mercimonio, prostituzione morale, affarismo, collusione con la criminalità organizzata, sono all’ordine del giorno e riempiono le cronache dei media a dimostrazione che la virtù è morta e che la sete di denaro ha infettato tutto questo mondo. Deputati e senatori vengono comperati come vacche al mercato, capi politici rinnegano il loro passato per interesse e cambiano bandiera, le ideologie che erano, a torto o a ragione, le bussole etiche dei comportamenti politici, sono morte e sostituite dall’interesse personale o di gruppo! Una ulteriore e significativa dimostrazione di quanto andiamo esponendo è il massiccio e documentato coinvolgimento della politica con la mafia, rapporto in cui si vendono alla malavita protezione, complicità e negazione della giustizia sino ad arrivare a negare il diritto con gli accordi discussi e protocollati con la mafia in nome del denaro e del potere derivante da appoggio elettorale. Falcone, Borsellino e il generale Della Chiesa, assieme a tanti altri fedeli servitori dello Stato che tentarono di opporsi, pagarono con la vita la loro convinzione sulla preminenza della legge sul malaffare, mandati al macello da una apolitica collusa e complice! Tutta la politica è coinvolta, dalla DC di Andreotti alle cooperative edili rosse siciliane a Forza Italia fondata da Berlusconi e Dell’Utri. Todos Caballeros, tutti picciotti…. Come abbiamo già detto, era inevitabile che ciò accadesse perché quando si parte dal principio che il denaro è la cosa più importante, esso passa da strumento a fine ultimo e quei comportamenti ne sono la logica conseguenza! I GIOVANI I giovani dovrebbero essere, per loro natura e per la condizione contingente che vivono, i meno toccati dall’infezione dell’oro. La vita tutta da vivere con le scoperte, le emozioni, l’amore, le curiosità e gli entusiasmi non ancora mortificati dall’esperienza, dovrebbero dare loro una sorta di immunità. Non è purtroppo così. L’infezione dell’anima che ha colpito tutta la società ha infettato anche loro, inaridendo i loro cuori, congelando le loro menti e spegnendo i loro entusiasmi. In un mondo che pensa solo al denaro e non si cura dei valori che arricchiscono lo spirito, i giovani crescono trascurati e si trapianta anche in loro quel materialismo che trasuda da ogni aspetto della vita di oggi. Gli eroi immaginari che ispirano e fanno loro da modello, non sono più i guerrieri, gli scienziati, gli artisti, i poeti, ma i giocatori di pallone, i cantanti, gli attori e lo sono perché essi guadagnano tantissimi soldi con i quali comprare automobili, donne, droga e rispetto. I traguardi sognati non sono più la gloria e la felicità, ma il denaro e lo sballo e questi traguardi si perseguono con freddo calcolo e con arido cinismo. Anche per loro è avvenuta la mercificazione di tutto ciò che conta nella vita e tutto ha un prezzo in assenza completa di regole etiche e di rispetto della coscienza che si è assopita. Ed ecco allora la ricerca dello “Sballo”, la droga, il bere ed ecco l’incanalarsi di quelle energie che sono espressione di gioventù verso traguardi meschini in un trionfo dell’egoismo più cinico e freddo. Ed ecco che anche le unioni, i matrimoni, nascono tarati da questi concetti e dall’assenza di una capacità di assunzione di responsabilità e di rispetto degli impegni e durano spesso pochi anni per poi esplodere con conseguenze spesso tragiche per se stessi e per gli eventuali figli. Quando diventa sentire comune il fatto che la priorità della vita è quella del guadagno e della ricchezza, per conseguenza logica scadono gli altri valori e la parola data, l’impegno liberamente accettato, la dignità, il senso di responsabilità e dell’onore appaiono solamente come delle zavorre che ostacolano il raggiungimento di tale priorità, Certamente non è così per tutti, ma lo è per molti, troppi, che crescendo daranno vita ad una società ancora più arida e miserevole di quella in cui viviamo oggi! Un tempo i giovani erano pieni di entusiasmi e di progetti a volte utopici come quello di cambiare e di salvare il mondo ed anche se poi l’esperienza della vita ridimensionava i progetti e smorzava gli entusiasmi, pure qualche cosa rimaneva di quei sogni ed era ciò che arricchiva l’umanità e la portava avanti di un gradino nel progresso umano. Oggi resta solo un panorama grigio, arido e nebbioso, i sogni sono morti e con essi sta morendo l’anima dell’Uomo ..!! D’altronde la più significativa forma di educazione, quella che dà risultato concreti e conformi, è l’esempio e gli esempi che i giovani di oggi hanno costantemente sotto gli occhi da parte dei comportamenti degli adulti, portano tutti a considerare come “normale” una società mercificata e priva di valori etici per cui anche la formazione dei giovani non può non avere una strada tracciata e dei risultati inevitabilmente negativi. I PRETI E LA CHIESA Pur essendo quella che è cambiata di meno perché da secoli è sempre stata molto attenta ai suoi interessi materiali come è dimostrato sia dalla storia di guerre e di persecuzioni dettate da mero interesse per il potere che dagli immensi patrimoni e dalle grandi ricchezze di cui dispone, pure anche la chiesa, negli ultimi settanta anni e cioè dopo la vittoria dell’oro sul sangue, ha accentuato questo suo materialismo interessato e dietro ad una spiritualità di facciata, prospera con le sue banche, i suoi palazzi, i suoi ori. Ogni tanto qualche Papa predica la povertà ed il ritorno alle origini, ma poi, al di là di prediche virtuose e di pie intenzioni, tutto resta come prima con le banche, i patrimoni, gli ori e la lotta per il potere. E’ pur vero che ci sono preti eroici che vivono tutta una vita di sacrifici, di carità e di dedizione al prossimo e monaci e monache che passano in clausura ed in penitenza tutta la vita, ma essi, in buona fede, costituiscono solamente la manovalanza della chiesa, non ne rappresentano il campione medio e soprattutto non vi esercitano alcun potere che ne possa condizionare in qualche modo l’azione. Si vedono altresì tanti preti che indulgono ai piaceri della carne ( anche con depravazioni schifose e bestiali ) e del denaro e conducono una vita ben lontana dai dettami dei quel vangelo che ipocritamente predicano nelle parrocchie ..!! D’altronde il crollo verticale delle “vocazioni” che costringe a rinfoltire le fila con preti e suore del terzo mondo, dimostra che la spiritualità che una volta era presente nella società più evoluta, si sta estinguendo al gelo del materialismo imperante e tutto ciò avviene non solo all’esterno della chiesa, ma anche al suo interno. Le ultime cronache certificano addirittura la presenza di società segrete come la massoneria nel cuore più intimo della chiesa e disvelano atteggiamenti ed azioni suggeriti più dalla sete di denaro e di potere che non dalla carità cristiana e dal vangelo. A chi obietta che non è cosa semplice smontare un complesso mastodontico come quello del patrimonio economico della chiesa, facciamo presente che ciò non cambia lo stato delle cose e che, essendo il papa uno degli ultimi sovrani assoluti del mondo, il suo potere è altrettanto assoluto e non necessita di troppe intermediazioni, né di troppi consensi. Manca invece la concretezza di quello spirito evangelico che dovrebbe essere faro d’ispirazione e parametro di riferimento e manca la volontà politica di attuare quelle riforme che si vanno predicando! Ma la di là delle analisi sulle cause, resta la contraddizione tra dottrina e comportamenti, tra predicazione e realtà, tra il dire ed il fare ..!! E’ fuori di dubbio, data la corrispondenza tra causa ed effetto, che tutto ciò sia la conseguenza di quel materialismo strisciante che nasce dalla sconfitta del sangue e dalla vittoria dell’oro e che sta trascinando verso di sé tutte le manifestazioni della vita comprese quelle, come la religione, che per loro natura ed origine dovrebbero essere le più spirituali. I MILITARI E LE FORZE DELL’ORDINE Quando i valori dello spirito non erano ancora stati sopraffatti dagli interessi materiali, le motivazioni che spingevano alla vita militare ed a quella delle forze dell’ordina erano soprattutto l’amore per la Patria ed il senso dello Stato. Certamente anche la prospettiva di una carriera che permettesse una vita dignitosa aveva il suo peso, ma non era così determinante come invece lo è oggi. La sensazione è che oggi si stia tornando a quel passato remoto delle compagnie di ventura in cui era il “mestiere delle armi” e cioè quando fare la guerra, uccidere o essere uccisi era solamente un mestiere pericoloso e redditizio. La riprova è nella grande differenza tra la paga di un soldato che presta servizio in Italia e che è di circa 1000 €/mese e quella dello stesso soldato in “missione di pace” per esempio in Afganistan Naturalmente al soldo va aggiunto vitto ed alloggio. La mercificazione e la monetizzazione dell’amor Patrio è forse una delle peggiori e più degradanti conseguenze della trasformazione che il materialismo imperante ha operato nella società in quanto svilisce uno dei più puri sentimenti, quasi come la prostituzione svilisce l’amore. D’altronde anche questo aspetto delle scelte di vita nella moderna società è in linea con il complesso delle convinzioni che ne determinano la natura e non c’è quindi da stupirsi se concetti come Patria, onore e senso dello Stato hanno perso la loro valenza originale e sono oggi solo i fantasmi residuali di ciò che furono in passato. Troppo spesso si assiste alla scoperta di poliziotti o carabinieri che sono coinvolti in traffici illeciti di ogni genere e questo dimostra che anche nelle forze dell’ordine il senso del dovere cede qualche volta alla sete di denaro e questa è, secondo noi, la conseguenza della mutata scala delle priorità che nasce dalla mitizzazione dell’oro a sfavore del sangue! Non siamo così sprovveduti da negare che nelle vite di ciascuno di noi, e quindi anche in quelle delle forze dell’ordine, ci sia la quotidianità dei problemi pratici e delle esigenze concrete che presuppongono, per la loro soluzione, di una certa disponibilità di denaro. Il problema nasce quando l’equilibrio tra doveri, coscienza e bisogno di denaro, si sposta tutto a favore di quest’ultima esigenza e trasforma le azioni in male azioni senza che intervenga nessun freno. Insomma, non diciamo che essere militari o forze dell’ordine debba essere tutto una missione e per nulla una professione, ma che è altrettanto sbagliato che diventi SOLO ed esclusivamente una professione legata solamente ad uno stipendio. I GIORNALISTI ED I LETTERATI Il compito del giornalista è quello di informare, magari anche attraverso il filtro della propria personale interpretazione dei fatti, ma sempre con la massima obiettività ed in assoluta buona fede. Quello dovrebbe essere il suo compito ma, all’atto pratico, anche questa professione che era un tempo un magistero di verità, è diventata troppo spesso un mercimonio quando non un esempio di prostituzione morale con la vendita della propria coscienza al migliore offerente alla ricerca del guadagno ed a scapito della morale e della dignità! D’altronde anche in questo caso vale la constatazione per gli altri esempi e cioè che a causa della sconfitta del sangue e della vittoria dell’oro, il dio denaro è diventato il sovrano che impera sulle vite di ognuno e che determina le più importanti e significative scelte della vita. Oggi i giornali sono quasi tutti catalogabili a sostegno di una parte politica o di una classe sociale o imprenditoriale ed è sufficiente leggere nelle varie edizioni i commenti e le interpretazioni dei medesimi avvenimenti per capire come esse sino partigiane e prezzolate anziché cercare di essere obiettive! Il fatto che quando una testata importante è in vendita si assista ad un vero e proprio assalto per aggiudicarsene la proprietà quand’anche il bilancio economico diretto, come accade spesso, sia passivo, può solo significare che il possesso di un importante mezzo di comunicazione di massa è utile per condizionare la pubblica opinione e portarla a pascolare ( politicamente ed economicamente ) laddove è più conveniente per chi è in grado di controllare quel condizionamento. Spesso quello che dovrebbe essere un mezzo di informazione e di diffusione culturale si trasforma in un supermercato delle idee preconfezionate e l’azione dei mezzi d’informazione diventa strumento per ottundere la capacità critica dei cittadini a filtrare i fatti attraverso un proprio giudizio autonomo per trarne in libertà una convinzione, giusta o sbagliata, ma libera. Insomma quello che avrebbe dovuto esser strumento di libertà si è trasformato, distorcendo fatti e giudizi, in mezzo di persuasione occulta con il risultato di condizionare pesantemente la libertà dei cittadini ed al servizio di quei “poteri forti” che hanno comperato le coscienze dei giornalisti trasformandoli in mercenari della penna. Alla buona fede del cronista che cerca di informare, si è sostituita spesso la malafede di chi cerca di condizionare per obbedire ad ordini di scuderia …!! Vale anche per questa categoria, quanto è avvenuto per le altre e la scomparsa o l’attenuazione dell’importanza dei valori etici lascia il passo alla prevalenza degli interessi economici ed alla sete di denaro che riesca a comperare tutto! GLI SPORTIVI Nell’antica Grecia, così come anche in altre civiltà, lo sport era considerato quasi una cosa sacra e le gare che si svolgevano nelle “polis” erano soggette a date precise, a precisi rituali ed erano quasi sempre dedicate alle divinità. Lo sport era praticato come una manifestazione della tensione a superare i propri limiti umani ed a proiettarsi in una dimensione superiore. Data la sua natura sacra, l’agone presupponeva lealtà, sincerità, buona fede e umiltà perché la sua natura lo poneva quasi nel contesto di una cerimonia sacra in cui il malanimo sarebbe stato considerato empietà verso gli dei …! Quanto siamo oggi lontani da una tale interpretazione..!! Oggi lo sport è diventato principalmente una questione economica ed intorno ad esso girano una ridda di miliardi per gli ingaggi, le concessioni televisive e la pubblicità commerciale e questi fattori hanno largamente superato per importanza l’agonismo. Da rito semisacrale quale era alle origini, lo sport è diventato essenzialmente spettacolo ed idealmente gli stadi dell’antica Grecia sono stati sostituiti dalle arene dei gladiatori del tardo, decadente, impero di Roma! L’agone sportivo ha perso la sua caratteristica di spinta al superamento dell’ostacolo per diventare strumento di guadagno e ne fa anche fede la casistica del ricorso, in quasi tutti gli sport, all’assunzione di droghe, ormoni, eccitanti e chimica varia che falsano le effettive capacità degli atleti spesso rovinandone la salute in nome del denaro. La speculazione dei media sulla spettacolarità degli eventi sportivi più popolari, produce un mercato assolutamente sproporzionato nel quale calciatori ed allenatori in grado di attirare molti spettatori e quindi di far vendere a caro prezzo gli inserti pubblicitari, percepiscono compensi stratosferici completamente avulsi dal valore della prestazione sportiva, ma collegati solo a quello del ritorno economico. Insomma, anche qui l’oro la fa da padrone e supera per importanza qualsiasi altro valore che lo sporto possa avere ..!! E’ evidente la grande differenza che le due posizioni hanno anche sul piano etico. La prima portava le persone che praticavano uno sport a rafforzare la propria personalità nell’esercizio di uno sforzo costante a migliorarsi per raggiungere e superare risultati che spostavano in avanti i limiti delle proprie possibilità. La seconda se ne infischia di quegli obiettivi e cerca solamente di trarre dalle proprie prestazioni il maggiore guadagno possibile anche a costo di frodi, di falsi e di raggiri! Questa trasformazione che lo sport e gli sportivi hanno subito non è casuale, ma deriva direttamente dal cambiamento etico dovuto dal cambio di obiettivi intervenuto quando l’oro, vincendo sul sangue ha trasformato i valori in interessi, i principi in guadagno, le coscienze in capitali. Quanto tutto ciò abbia degradato il contesto generale è sotto gli occhi di tutti e non occorrono certamente dotte analisi per prenderne atto. Quel mondo all’apparenza così pulito e così disinteressato è diventato un verminaio di interessi anche illeciti ed ha perso completamente quell’aspetto spirituale che ne era la componente più importante. LA VITA DI COPPIA L’unione di due persone che mettono in comune le loro vite e condividono interessi, progetti, emozioni, affetti e persino gli ostacoli che la vita riserva a ciascuno, nasce da un istinto naturale alla conservazione della specie che la ragione, la coscienza e le tradizioni razionalizzano trasformandolo in un sentimento che si chiama amore. Teoricamente questa sfera della vita umana dovrebbe essere scevra da condizionamenti di tipo economico ed il denaro dovrebbe entrarci poco con l’amore. Per molti secoli della storia della nostra civiltà è stato così ed anche quando i genitori combinavano i matrimoni dei figli, si trattava quasi sempre di fare con discernimento e valutando alla luce dell’esperienza tutte le condizioni, quelle scelte che i soggetti, a causa della ubriacatura dell’innamoramento, non sarebbero stati in grado di fare, ma sempre con l’obiettivo di costruire per i propri figli delle realtà che avrebbero potuto funzionare e con lo scopo ultimo di favorire la felicità od almeno la serenità della coppia. Alla fine quindi un gesto d’amore nel contesto di una prospettiva d’amore ..! Oggi tutto ciò è radicalmente cambiato e la resistenza che l’istinto della specie oppone alla ragione che privilegia il denaro ai sentimenti, appare sempre più debole e sconfitta. Non servono molti ragionamenti e molte considerazioni. E’ sufficiente considerare l’aumento esponenziale che negli ultimi anni si è verificato nelle separazioni e nei divorzi per concludere, senza tema di smentita, che la coppia è in crisi come concetto e come istituzione. La stabilità e la forza della coppia era indubbiamente ancorata all’amore ed al peso che ciascuno dava ai valori tradizionali della società civile e la recente vittoria totale dell’oro sul sangue ha indubbiamente stravolto questo equilibrio introducendo nell’equazione un fattore disgregante e dirompente che è l’interesse per il denaro. Neppure più l’amore istintivo, irrazionale e primordiale per i figli ha saputo essere di contrasto a questa tendenza e l’egoismo ha mediamente prevalso scardinando i sentimenti, le coscienze, la coerenza verso gli impegni liberamente presi e quei valori etici che l’amore per il denaro ha annacquato e reso labili! Tale tendenza è esplosa negli ultimi anni come dimostrano le statistiche ISTAT che certificano come, solo negli ultimi 6 anni essi siano aumentati del 68%. Ecco una grafica dell’andamento delle separazioni e divorzi solamente dal 1995 al 2009: Sono fenomeni sociali di grandissima rilevanza e soprattutto sono fenomeni che non accadono per caso, ma per precise cause. Sono venute a mancare quelle condizioni che stabilizzavano i rapporti di coppia e sono contemporaneamente aumentati quei fattori disgreganti che ne minano la consistenza. Il materialismo dominante che è scelta di priorità materiale rispetto a quella spirituale ed etica nella scala di valori che regolano la vita, conseguenza diretta della vittoria dell’oro sul sangue, hanno distrutto il cemento che univa la coppia mentre ha preso il sopravvento quell’egoismo che è figlio diretto dell’Oro. Le conseguenze pratiche di tali scelte e di tali comportamenti non potevano non essere che lo sfaldamento ed il dissolvimento di quei legami che tenevano unita la coppia e tutto ciò non è teoria in quanto dimostrato dai fatti..!! CONCLUSIONI Non siamo sicuri che quanto abbiamo scritto possa servire a qualche cosa ed anzi temiamo fortemente che non serva a nulla perché le forze che dominano oggi il mondo grazie al peso del denaro sono forti, organizzate e talmente inserite al comando nel contesto sociale da impedire l’efficacia di qualsiasi testimonianza, sebbene documentata e qualsiasi reazione allo status quo. Come ha dichiarato recentemente in un’intervista don Gabriele Amorth il più famoso esorcista del mondo, : “Chi comanda é chi ha i soldi. Il nostro mondo è gestito da 7-8 persone che hanno in mano i quattrini……. Purtroppo anche nella Chiesa ci sono quelli che vanno avanti a forza di carriera, a forza di soldi, a forza di corruzione. Anche nella Chiesa c'è una grande massa di massoni. E anche tra i cardinali ce ne sono, altroché, altroché! Perché di fronte al dio denaro uno ammazzerebbe suo padre, sua madre, i suoi figli. Anche un uomo di Chiesa lo fa, se non ha fede.” E’ chiaro che in tale situazione è come se un nano volesse combattere contro un gigante ed a parte le leggende della Bibbia, nella vita reale il gigante vince sempre alla grande contro il nano…!!! Pur tuttavia noi abbiamo voluto fare egualmente la nostra denuncia considerandola come un seme gettato nel campo della vita, sperando che col tempo esso possa germogliare a dispetto delle erbacce, dell’incuria e del maltempo. Come il granello di terra che rotolando sulla distesa del nevaio si ingrandisce sempre più diventando alla fine valanga travolgente ed inarrestabile, la nostra illusione è che anche questo seme possa dare un giorno i suoi frutti e che una forza travolgente sorga contro questo mondo retto dall’oro travolgendo, sradicando, annientando sino a creare un nuovo ordine, un mondo nuovo, meno materialista e più Umano..!!!! Alessandro Mezzano

lunedì 3 giugno 2013

Il nuovo ordine mondiale ebraico smascherato di Zander C. Fuerza - Prima parte

Il nuovo ordine mondiale ebraico(The Jew World Order)
Il ruolo dell'ebraismo talmudico nell'epoca moderna è quello di un monarca assoluto di una nazione. Gli ebrei han preso il pieno controllo dell'intero pianeta, come era previsto negli antichi testi religiosi Ebraici.

Conquistarono il mondo dominando la finanza mondiale, le banche, monopolizzando i mezzi di informazione degli USA, dell'UK, della Francia, del Canada e delle altre potenze occidentali. Influenzarono la società tramite il loro vastissimo network di lobbies sovversive, presero il controllo dei tribunali e delle professioni legali, senza dimenticare la loro infausta presenza ai livelli più alti dei governi delle nazioni più potenti.
Come spiegò l'ex premier Malese, il Dr Mahathir Mohamed: " Gli ebrei governano questo pianeta per delega, facendo in modo che gli altri lottino e muoiano al posto loro. Ora han conquistato il controllo delle nazioni più importanti... Questa piccolissima comunità ha ora potere su tutto il mondo". Dr. Mahathir diceva il vero e la veridicità delle sue parole è evidente; tutto ciò che ognuno deve fare è guardarsi intorno ed osservare il potere che hanno gli infidi ebrei. Il leader terrorista ebreo sionista Ze'ev Jabotinski(fondatore del gruppo terrorista ebraico Irgun Zevai Leumi) dichiarò con orgoglio: "Vi è un solo potere che è davvero importante: il potere di fare pressioni politiche. Noi ebrei siamo il popolo più potente del mondo perché abbiamo questo potere e sappiamo come esercitarlo. (Jewish Daily Bulletin, July 27, 1935) ".
Il fatto che i terribili crimini di questa pericolosissima organizzazione terroristica come il bombardamento del King David Hotel o il massacro di Deir Yassin non siano neanche citati nei libri di storia occidentali o addirittura censurati nei corsi avanzati di storia, dimostra la veridicità della frase auto-celebrativa di Jabotinski.
L'esistenza del potere ebraico è dimostrata soprattutto dal fatto che le critiche verso il cristianesimo, l'islam o altre religioni o gruppi etnici sono permesse nelle nostre società, mentre le critiche agli ebrei ed al giudaismo sono considerate tabù. Sono considerate come socialmente e politicamente pericolose. C'è da dire, che se vuoi sapere chi detiene veramente il potere, dovresti cominciare a chiederti chi è che non puoi criticare.
Il nuovo ordine mondiale ebraico(The Jew World Order)
È abbastanza interessante notare come chi parla del nuovo ordine mondiale cercando di deviare l'attenzione dai veri responsabili, come Alex Jones, Jim Marrs,Alan Watt,Mark Dice e altri(David Icke, Beppe Grillo ecc.), non vengono zittiti od oppressi, al contrario, vengono sponsorizzati dalla stampa ebraica. Questi presunti critici del nuovo ordine mondiale (NWO) e degliIlluminati(leggi anche Illuminazione sugli illuminati), che usano spesso termini vaghi come "elites, globalisti, l'establishment, la lobby militare/industriale" e che citano in modo confusionario un sacco di entità diversissime fra loro, come causa del NWO (qualunque cosa, satanisti, occultisti, massoni, gesuiti, nazisti, fascisti, templari, Re e Regine britanniche, rettiliani, alieni ecc), sono liberi di diffondere le loro teorie e le loro idee alla radio, alla TV, su internet e nei libri, senza alcuna censura. I loro shows alla radio non vengono cancellati, i loro libri non vengono tolti dagli scaffali, anzi vengono pubblicati tranquillamente, i loro video non sono censurati o tolti dai siti internet di condivisione, i loro siti web e i loro blogs, non vengono cancellati, non vengono multati o messi in prigione per "incitazione all'odio". Al contrario, possiamo vedere questi pagliacci "kosher" ben in evidenza nelle reti televisive della propaganda ebraica, come History Channel; li vediamo nei talk show, come il talk show The View.
Chi critica il potere ebraico, il sionismo e la rete criminale giudaica non può nemmeno sognare di acquisire un tale livello di notorietà.
Vi siete mai chiesti il perché? Il comunismo è ebraico, la massoneria è ebraica, i comunisti ed i "massoni bianchi" non sono niente di più che lo strumento del potere ebraico internazionale. I massoni sono spesso nominati da queste persone ma quello che viene deliberatamente omesso dalle loro parole, è che i massoni sono subordinati agli ebrei, come ammesso dai massoni stessi nei loro libri. A pagina 249 di " Duncan's Ritual and Monitor", c'è scritto che la massoneria è asservita al giudaismo e che non è niente più che un destinatario che si impegna, in generale per il bene della massoneria, ma più in particolare per il bene della nazione ebraica come accade nella Royal Arch. È innegabile anche il fatto che la stessa massoneria si basa sui riti ebraici e sul misticismo "ebraico", la Cabala (Le vere origini della cabala ebraica). Questo fatto viene anche omesso da questi ingannatori.
Il nuovo ordine mondiale ebraico(The Jew World Order)
I protocolli dei savi anziani di Sionfan capire chiaramente l'intenzione di usare dei "bianchi asserviti" (Shabbas goyim) come capri espiatori. Lamassoneria bianca serve come uno schermo per noi e per i nostri obiettivi, ma la strategia delle nostre forze deve rimanere un mistero sconosciuto per tutte le altre persone(I protocolli dei savi anziani di Sion, protocollo 4)
Quelli di noi che nominano gli ebrei come coloro che muovono i fili dietro il New World Order, che noi chiamiamo Jew World Order, vengono censurati, minacciati, arrestati, imprigionati e in certi casi persino uccisi. Non vi è una "lega di difesa gesuita su internet", che guarda in giro per il web cercando di censurare da Youtube i video che criticano l'ordine gesuita ed il Vaticano: vi è però una "Jewish Internet Defense Force", una gang di intriganti giudei che implacabilmente si guarda in giro per il web allo scopo di sabotare blogs e siti web in cui vengono criticati gli ebrei, Israele o il sionismo.
Questa gang è responsabile per la rimozione di migliaia di video e della chiusura e il bloccaggio di migliaia di canali ed utenti di Youtube, come anche di altri siti di condivisione video. Il Vaticano non ha un esercito stipendiato di trolls da internet che vagano per i siti internet famosi come Youtube, Facebook e Twitter postando commenti in cui esaltano il Vaticano ed etichettano tutti i critici del vaticano come "bigotti anti-cattolici". Il governo israeliano invece, insieme alla sua vasta rete di lobby sioniste come il World Jewish Congress, l'Anti-Defamation League e il B'nai B'rith, ha sul suo libro paga migliaia di ebrei fanatici, chiamati "Hasbara", che vagano per il web diffondendo propaganda pro-ebraica ed attaccando chiunque critichi qualunque cosa abbia a che fare con Israele, gli ebrei o il sionismo, etichettandolo come "antisemita e nazifascista".
Non sono i gesuiti o i cattolici che istruiscono i loro alunni su come manipolare Wikipedia per favorire la propria causa e le proprie ambizioni, ma sono gli ebrei sionisti a farlo.
Questo non vi dice niente? Solo dei criminali che tentano di evitare la censura ricorrerebbero a questo comportamento perverso che diffonde le falsità fin dal gradino più basso. Date un occhio a tutte le personalità la cui carriera è stata rovinata in questi anni semplicemente perché hanno espresso un'opinione o esposto un fatto che gli ebrei non vogliono che il pubblico sappia.
Per esempio, Helen Thomas, un veterano con 50 anni di esperienza del corpo dei giornalisti della casa bianca, ricevette di recente pressioni per dimettersi dopo che fu registrato in un video mentre diceva che gli ebrei israeliani avrebbero dovuto lasciar la Palestina. Subito dopo che il video venne fuori, Il giudaismo organizzato andò su tutte le furie e cominciò la caccia alle streghe; fece in modo che nascesse una barriera d'odio contro Hellen Thomas a causa delle sue affermazioni; arrivarono persino a chiamare le scuole ed i gruppi di giornalismo per fargli togliere ogni riconoscimento da loro ottenuti negli anni precedenti. Riflettendo sul suo declino Thomas disse ad un intervistatore: "Non puoi criticare Israele e sopravvivere in questa nazione". In un altro discorso Thomas disse: "Noi siamo circondati da persone che fanno propaganda contro gli arabi. Non vi è altra spiegazione per questo. Il congresso, la casa bianca, Hollywood e Wall Street sono di proprietà dei sionisti. Non vi è altra spiegazione secondo me. Loro mettono i loro soldi ovunque siano.. E noi siamo spinti in una direzione sbagliata in ogni caso.
Ci fu anche un caso che coinvolse Rick Sanchez, un conduttore dei notiziari della CNN con un proprio show chiamato, "Rick's list". Sanchez fu immediatamente licenziato dal proprio posto di lavoro alla CNN dopo che disse che i mass media Americani erano controllati dagli ebrei in un'intervista radio. ("Rick Sanchez: Jon Stewart A .Bigot,' Jews Run CNN & All Media." The Huffington Post. 10/1/2010). Al non ebreo Rick Sanchez non è permesso di affermare fatti ovvi sul controllo dei media da parte degli ebrei; invece un giornalista ebreo del LA Times, Joel Stein, può scrivere liberamente, senza alcuna ripercussione, un articolo intitolato " Quanto è ebraico Hollywood?" in cui si vanta arrogantemente del controllo ebraico di Hollywood, dei notiziari, del governo e della finanza, affermando:
"Gli ebrei controllano completamente Hollywood. Io, fiero ebreo, voglio che in America conoscano il nostro talento. Sì, controlliamo Hollywood. Non mi interessa se gli americani pensano che controlliamo i mezzi di comunicazione, sia per quanto riguarda le notizie che l'intrattenimento, Hollywood, Wall Strett ed il Governo. Mi interessa solo che continuiamo a controllare tutto ciò".
Lo scrittore e giornalista conservatore Joe Sobran, fu un colonnista di lunga data del National Review prima di venire licenziato per "antisemitismo". Egli spiegò apertamente la natura del potere ebraico. Sobran pensava che se volevi entrare nella politica che conta in America, dovevi sapere tutto a riguardo ma allo stesso tempo non dirlo a nessuno apertamente, per paura degli ebrei. "Parlare della politica Americana senza nominare gli ebrei, è come parlare dell'NBA senza nominare i Chicago Bulls. Ora che sono così potenti, che non ci si azzardi a dire tutto il male che fanno. Hanno successo e quindi hanno abbastanza potere; il loro potere è l'unico ad essere immune da ogni tipo di critica anche quando è davvero molto visibile. Essi stessi si comportano come se il loro successo fosse un segreto; vanno in panico e ricorrono alle accuse non appena una qualunque questione è sollevata verso di loro. Il controllo ebraico della maggior parte dei media, nell'epoca mediatica(e di internet per fortuna ), rende la costrizione all'omertà sia paradossale che paralizzante.
Il nuovo ordine mondiale ebraico(The Jew World Order)
Per poter andare avanti nella propria vita pubblica è necessario che tu sappia tutto di questo ma che non lo dica mai a nessuno. Un'etichetta ipocrita ci costringe a fingere che gli ebrei siano delle vittime senza alcun potere; se non rispetterai il loro vittimismo, essi ti distruggeranno. È una prova fondamentale non solo di malvagità, ma di un fiero etnocentrismo, una sorta di super-identitarismo razziale".
In un articolo stampato il 27 Maggio 1996 sul NY Times Ari Shavit, un colonnista israeliano rifletteva sull'omicidio da parte degli israeliani di più di 100 civili libanesi il mese precedente: " Li abbiamo uccisi con una sorta di ingenua arroganza. Credevamo con assoluta certezza che ora, con la Casa Bianca, il Senato e i media Americani nelle nostre mani, le vite degli altri non contassero quanto le nostre."(Comunque viene insegnato loro dalla loro cosiddetta "religione", che la vita di un ebreo ha un immenso valore, mentre i non ebrei sono delle bestie). Questo israeliano confermò ciò che molti americani sanno già da decenni, ovvero che la lobby ebraica/israeliana controlla la casa bianca, il congresso ed il senato come burattini, non certo i gesuiti, gli occultisti o i satanisti né tanto meno i rettiliani.
Pat Buchanan, famoso cronista politico ed ex candidato alla presidenza, dichiarò una volta: "Capitol Hill è un territorio occupato da Israele". L'ex membro del Congresso Paul Findley documentò la veridicità della frase di Buchanan in un libro chiamato "Abbiano il coraggio di dirlo: Che la nostra gente e le nostre istituzioni lottino contro la lobby israeliana". A pagina 161 di questo libro egli cita l'ammiraglio Thomas Moorer, ex capo dello stato maggiore congiunto degli USA, il quale affermò, dopo alcune pesanti minacce da parte della lobby ebraica agli Stati Uniti: "Non ho mai visto un presidente, non mi importa chi sia, stare in piedi davanti a loro (gli ebrei). Questo mi sbalordisce. Essi riescono sempre ad ottenere ciò che vogliono. Gli Ebrei sanno cosa sta succedendo in ogni momento. Sono arrivato al punto in cui non abbiamo più niente da dire. Se gli americani capissero l'influenza che queste persone hanno sul nostro governo, essi prenderebbero le armi in pugno. I nostri cittadini non hanno alcuna idea di cosa sta succedendo".
Tom Dalyell, membro del parlamento inglese, diede voce a questi sentimenti quando affermò "un gruppo giudaico ha preso il controllo del governo degli USA e si è alleato con i fondamentalisti cristiani". L'ex membro del congresso Cynthia McKinney condannò apertamente le lobbies pro-israeliane negli USA (AIPAC, ADL, AJC, ZOA, etc), per averle rovinato la sua carriera politica. Tutto questo perché al congresso McKinney si rifiutò di firmare un documento pro-israele prendendo una posizione pro-palestina. Per questo McKinney disse che una guerra contro di lei è stata dichiarata dalla lobby ebraica, che l'avrebbe poi cacciata fuori dal congresso finanziando e supportando i suoi oppositori politici. Nel 2009 disse ad un intervistatore che "più del 99% del congresso lavora per gli interessi pro-ebraici e pro-israeliani".
L'ex membro del congresso Jim Trafficant fu anche lui preso di mira e distrutto politicamente dalla lobby ebraica per non essere un pupazzo filo-israeliano e per aver fatto venire fuori la falsità delle accuse al cosiddetto "criminale di guerra nazista" John Demjanjuk, che gli ebrei tentarono di metter in croce per dei "crimini di guerra" che mai avvennero (vedi: Collins, Michael Piper Target Trafficant. American Free Press, 2005). Dopo esser stato 7 anni in prigione con una falsa accusa di corruzione, egli non ebbe alcun timore ad affermare in un'intervista in TV le seguenti parole: "Israele tiene per la gola il governo americano. Gli ebrei controllano i membri della casa bianca e del senato. Ci hanno trascinato in guerre nelle quali non abbiamo nessun interesse. I nostri figli stanno tornando indietro nelle bare. La nostra nazione è finita in bancarotta a causa di queste guerre. E se apri la bocca per lamentarti vieni bersagliato. E se non ti riescono a screditare ti mettono in prigione... Controllando la nostra politica estera e influenzano anche la nostra politica interna.
Wolfowitz, il sottosegretario alla difesa, manipolò Bush per farlo entrare in guerra contro l'Iraq. Sicuramente hanno fatto anche pressione per cercare di fare lo stesso anche per attaccare l'Iran. Stiamo conducendo per conto di Israele una politica espansionista e tutti hanno paura di dirlo. Essi controllano gran parte dei media, gran parte del commercio nella nostra nazione e soprattutto hanno un grandissimo potere su tutto il congresso. Il congresso è loro."
Il professore dell'università di Chicago, John Mersheimer e lo studente di Harvard Stephen Walt sentirono l'ira pericolosa della Lobby ebraica. Una campagna diffamatoria iniziò contro di loro dopo che pubblicarono uno studio in cui veniva spiegata la pericolosa influenza dei gruppi lobbyisti israeliani, soprattutto l'AIPAC (American Israel Public Affair Committee), intitolato "La lobby ebraica e la politica estera degli USA. Il reporter di Fox News Carl Cameron confermò la capacità della lobby giudaico-israeliana di far tacere ed estirpare chiunque non fosse loro gradito. Nella sua censurata serie in quattro parti riguardante lo spionaggio israeliano contro gli USA, Cameron disse "Gli investigatori della DEA, dell'INS e dell'FBI hanno tutti fatto sapere a Fox News che condannare o anche solo riferire qualcosa riguardo allo spionaggio israeliano vuol dire, buttare via la propria carriera".
La conferenza dei presidenti delle principali organizzazioni ebraiche americane vanta nel suo consiglio i membri di 51 fra i più potenti gruppi d'odio sionisti d'America, i quali influenzano tremendamente la vita politica in America. Un autore ebreo, J.J. Goldberg, nel suo libro "Il potere ebraico: L'establishment giudaico in America"(pag 38-39) fa notare che ci sono circa 300 organizzazioni ebraiche negli USA con un budget congiunto stimato di circa 6 bilioni di dollari, una somma maggiore del prodotto interno lordo di metà delle nazioni appartenenti alle nazioni unite(citato anche nel capitolo 7 di Cultura della critica, di Kevin MacDonald). E questo senza prender nemmeno in considerazione l'influenza dei singoli ebrei ricchi e dei dollari ebraici nei finanziamenti delle campagne elettorali sia del partito democratico che del partito repubblicano (vedere The New Babylon: Quelli che governano il mondo, di Collins e Michael Piper, American Free Press, 2009).
Il nuovo ordine mondiale ebraico(The Jew World Order)Henry L. Feingold scrisse nel suo libro "Potere ebraico in America: mito e realtà" le seguenti affermazioni: "circa il 60% dei fondi raccolti dal partito democratico ed una percentuale significativa dei fondi raccolti dal partito repubblicano per le campagne elettorali arrivano da fonti ebraiche". Gli ebrei sono abbastanza schietti quando parlano del loro tentativo di controllo della politica USA allo scopo di averne benefici. Il New Yorker riportò che ad una conferenza l'ebreo suprematista Haim Saban (Un ebreo-americano multibillionario e pezzo grosso dei media), descrisse alcuni modi grazie ai quali gli ebrei possono essere influenti nella politica Americana: "fare donazioni ai partiti politici, formare gruppi di esperti e controllare i mass media". Verificate tutto questo guardando quello che la macchina da guerra ebraica sui mass media e su Hollywood, insieme allo strangolamento ebraico sulla finanza mondiale; capirete che vi è una totale dominazione razziale ebraica in America, una società virtualmente schiavistica che ricorda l'Unione Sovietica. Il fenomeno degli ebrei che bersagliano i loro oppositori politici non è limitato agli USA, è anche abbastanza evidente in Canada, in Europa, in Australia e bene o male in ogni nazione in cui gli ebrei vivono. Il vorace Congresso ebraico Canadese aveva un candidato del Partito Liberale chiamata Leslie Hughes; esso fu rimosso dal suo partito per aver scritto nel 2003 un articolo che affermava che Israele era a conoscenza dell'11 settembre( non solo era a conoscenza ma pianificò l'11 settembre).
Molti patrioti canadesi come Ernst Zündel, Paul Fromm, Terry Tremaine, Arthur Topham, Marc Lemire e altri furono perseguitati dalla tirannia canadese, su ordine delle lobbies ebraiche come la CJC il B'nai B'rith, Simon Wiesenthal Center etc, semplicemente per aver scritto su internet criticando gli ebrei, i sionisti ed Israele.
Nel 2009 un attivista anti-Sionista Australiano di nome Brendon O'Connel, fu arrestato e accusato dalla legge "orwelliana" australiana di "denigrazione razziale" dopo una lite che ebbe con due ebrei sionisti, i quali lo fotografarono insieme ad altri attivisti pro-palestina in un raduno non autorizzato. Per aver chiamato le due spie sioniste "razzisti e maniaci omicidi", e per aver descritto il giudaismo come "una religione razzista ed omicida"(frase totalmente coerente con i fatti reali). Il patriota O'Connel, che era nel giusto, fu condannato ad una condanna di 3 anni di carcere! Se il vaticano o i gesuiti, invece degli ebrei/israeliani, fossero stati oggetto della critica di O'Connel, pensate che ora sarebbe in prigione? Certamente no.
Il nuovo ordine mondiale ebraico(The Jew World Order)
Douglas Reed, autorevole corrispondente del London Times all'epoca della seconda guerra mondiale, era un autore molto rispettato, nonché scrittore e giornalista con tantissimi fans. Ora è una sorta di appestato, disprezzato dalla stampa e non considerato nemmeno da chi pubblicò i suoi libri. Perché tutto questo? Perché cominciò a scrivere riguardo la questione ebraica, il sionismo e il piano ebraico a lungo termine per imporre un governo mondiale e schiavizzare l'umanità.(Vedere "Le Controversie di Zion")
Alexander Solzhenitsyn era conosciuto un tempo come il più famoso dissidente russo, un sopravvissuto ai gulag che scrisse alcuni libri riguardo a questa terribile esperienza vissuta personalmente, come anche da molti dei suoi connazionali all'epoca dell'inferno comunista nella Russia sovietica. (vedi: "L'arcipelago Gulag, I e II). Nessuno parlò più di lui e egli scomparve dalla storia(ora morto). Questo accadde perché disse la verità riguardo al ruolo fondamentale che gli ebrei ebbero nella rivoluzione bolscevica e nel regime sovietico (vedere: 200 anni insieme). Così gli ebrei, che controllano i media, lo cancellarono dalla storia e Alexander Solzhenitsyn sparì più velocemente delle persone che a Stalin non andavano bene.
Un altro forte indicatore della minacciosa morsa ebraica sull'occidente è l'estrema repressione stile stalinista che viene attuata nei confronti dei revisionisti "olocaustici". I gruppi di suprematisti ebraici, soprattutto gruppi come il World Jewish Congress, hanno fondato lobbies promuovendo una ben organizzata campagna di censura nei confronti di dozzine di governi europei al fine di criminalizzare la ricerca revisionista "olocaustica". In tutto il mondo gli studiosi del revisionismo "olocaustico" ed anche la gente comune che si interessa di un qualche aspetto che possa mettere in dubbio il dogma olocaustico, vengono perseguitati, diffamati, calunniati, multati pesantemente, incarcerati, aggrediti fisicamente, terrorizzati e in alcuni casi anche assassinati.
Coraggiosi studiosi revisionisti come Arthur Butz, Mark Weber, Germar Rudolf, Robert Faurisson, Ernst Zündel, Fredrick Toben, Juergen Graf, Carlo Mattogno, David Cole,Ditlieb Felderer, Carlos Porter e molti altri hanno avuto moltissime difficoltà a causa del loro ottimo lavoro di ricerca che ridimensiona il mito dell'olocausto.
Tenendo conto di queste semplici osservazioni, possiamo assolutamente affermare che l'ebraismo Internazionale è al vertice di una piramide del potere che influenza e controlla il mondo. Ogni altra cosa serve loro soltanto come una distrazione ed una cortina di fumo per coprire questa realtà innegabile.
Traduzione: Dani14

Le lotte religiose e la trappola della democrazia

Vermijon
          
Per mostrare ora, fino a quale segno la malizia ebraica riesca a farsi gioco di noi ed a truffarci, col fare credere ciò che non è, ritengo, innanzi tutto, di dovere segnalare, come la Sinagoga non sia estranea neppure al divampare delle lotte religiose, fomentando, con ogni sorta d'intrighi (nei quali è artista), il contrasto delle opinioni dottrinali ed il sorgere delle eresie.
Lo scrittore Bernard Lazare, dice apertamente in un suo libro: «Si può tessere la storia della penetrazione ebraica nella Chiesa Cristiana, cominciando dall’Ebionismo primitivo fino al Protestantesimo».
Lutero, infatti, si schierò per gli Ebrei e fu da questi sostenuto; ma quando il fuoco dell'eresia fu acceso, essi, facendo macchina indietro, si ritirarono, Per tale voltafaccia, lo stesso Lutero li ininvestì con l'opuscolo «Gli Ebrei e le loro menzogne», qualificandoli addirittura come «bestie malvage, allo quali bisognerebbe dar la caccia, come a cani arrabbiati, che vivono di scelleratezze  e di rapine».
Il rabbino Camerini riconosce che la Riforma, tenendo occupati i Cristiani a lottare fra di loro (precisamente come dal giudaismo era voluto), segnò una tregua alle persecuzioni antisemitiche.
«In quel tempo — scriveva — i nostri saggi fratelli non facevano che soffiare sul fuoco della discordia» aggiungendo che «quando i cani si mordono fra loro, l'agnello resta salvo»
1 . Principio, questo — teniamolo bene a mente — dai Giudei costantemente applicato a nostro danno.
Nel 1608, in un opuscolo dal titolo «Lo specchio ebreo del Calvinismo», si afferma, come nessuna religione quanto il Calvinismo si avvicini tanto all'ebraismo, nella soluzione dei problemi religiosi e pratici.
E non si pensi che, allo stesso sorgere del Maomettanesimo, sia stato estraneo l'intervento della Sinagoga. Maometto, in principio, fu aiutato da Giudei col consiglio e con l'oro. Ma, una volta che tale religione si diffuse, essi trovarono il modo di ritirarsi alla chetichella.  Onde il Profeta fece loro tagliare la testa.
Fu, in realtà, il fanatismo d'un pugno di Ebrei, fra i più reputati della città di Medina, che gittò le fondamenta della potenza politico-religiosa dell’Islam, decise delle sorti dell'Arabia e, fra torrenti di sangue, sconvolse il mondo
2. Il Malo, nella sua «Storia degli Ebrei» (p. 170), racconta che, secondo testimonianze arabe, gli Ebrei mandarono da principio dodici dei loro dottori da Maometto, fra i quali Abdallah Ibn Salam e Mukaïrik, i quali collaborarono con lui nella compilazione del Corano.
Dopo di che, più facilmente si arguisce, quanto il giudaismo abbia interesse a che i «goim» lottino fra di loro, e siano, al massimo grado, divagati da quelle cose che risultino più distraenti e che maggiormente si confacciano alla psicologia sia dei grandi che dei piccoli, affinché nessuno si accorga delle sue malefatte e possa in pace lavorare al suo fine.
Per la sicura riuscita del gioco, coprirà gli espedienti escogitati, con motivi apparentemente ragionevoli e come acquisizioni di progresso.
Tenuto ciò presente, non farà meraviglia se si opina — specie dopo la grande turlupinatura della Stampa, della quale ci siamo già resi conto — come, anche l'istituzione del «Parlamentarismo», nato in Inghilterra, ed il formarsi dei vari : partiti politici non sia per essere tutta opera della stessa mano giudaica, che si serve all'uopo, della potenza del suo oro, dell'abile propaganda e della servilità della setta massonica.
Ora, essendo pacifico come la natura stessa crei la diversità delle idee, il giudaismo, volendole controllare, le organizza secondo le più importanti correnti che qualifica con adeguato nome: poscia, per diretto o indiretto, vi si immischia, e v'influisce così, da incanalarle tutte al suo scopo e insieme per alterare la concordia.
Se così, dunque, stanno i fatti, chiaro risulta, quanto non sia da prestare fede ai programmi di qualsivoglia partito, perché vi si cela la frode, e noi — aderendo ad essi — si resta lavati nel cervello e minorati cerebrali.
Io non so, se ai tempi del Re Sole, di Filippo II, di Enrico VIII, in cui il «parlamentarismo» non esisteva e neppure vi erano le lotte dei partiti, ma solo un sovrano, assistito da un «Consiglio della Corona» i popoli godessero meno pace di oggi. Quando in una famiglia si litiga, non c'è da aspettarsi alcun progresso ma la rovina.
Ad ovviare il fatto che un sovrano assoluto, potrebbe, col tempo, mutarsi in tiranno, penso, sarebbe un modo sano che il Capo dello Stato venisse eletto, periodicamente, non da altri che da quei cittadini, i quali abbiano dimostrato coi fatti, di essere i più benemeriti della Nazione e, in conseguenza, i più maturi per discernimento (Grandi Elettori).
Costoro nominerebbero contemporaneamente un «senatoconsulto», il quale avrebbe il compito di proporre le leggi al Presidente e di consigliarlo nelle sue decisioni; ma chi delibera è lui, in quanto godrebbe il diritto di approvarle o respingerle, di fare e disfare.
Il suo governo, nondimeno, dovrebb'essere fondato su l'applicazione della giustizia e, in uno, sul rispetto della libertà e il mantenimento della disciplina.
Qualora, poi, per abuso di autorità o per altri giustificati motivi, egli più non rispondesse ai requisiti voluti, i Grandi Elettori potrebbero, in ogni momento, sostituirlo.
Tale forma di governo venne, peraltro, già messa ad effetto dalla Repubblica di Venezia, la quale durò — gloriosa e trionfante — per dieci secoli ed è, ancora oggi in vigore, presso la Chiesa Cattolica, per l'elezione del Sommo Pontefice, nominato da un Collegio di Cardinali.
Ritornando in argomento, mentre, dunque, i partiti si presentano a noi con programmi nettamente distinti, le Direzioni che vi presiedono, o sono influenzate o sono dominate da elementi massonici, che, recitando una perfetta commedia, non seguono altro che la direttrice della setta, e noi bene sappiamo a chi è in mano ed a che cosa miri.
E il buon elettore, che di tutto ciò non sa nulla, montato dai resoconti dei giornali, discute con serietà a casa, nei ritrovi, nelle officine, i programmi, segue con passione le lotte parlamentari, crede che tutti i suoi rappresentanti stiano lì a vituperarsi e ad accapigliarsi per lui; crede che i ministeri cadano per il miglioramento della sua sorte, e si lascia, così, menare candidamente per il naso dal suo giornale, che è ispirato da un deputato, il quale segue il suo capo gruppo, che tratta col ministro e questi obbedisce al finanziere!
E non è forse, ancora, il giudaismo fuorviato il principale diffusore del capitalismo mammonico  fra i non ebrei, che avvince, coloro che ne sono presi, con tale passione di ammassare danaro, da renderli incapaci di attendere ad altro che a questo, senza badare che il denaro così ammassato, finirà certamente in tasche giudaiche ?
I Giudei sanno escogitare anche mille altre diavolerie, come, ad esempio, i «totocalcio», i «lascia o raddoppia», il dar risalto — a mezzo della Stampa — a fattacci di cronaca, a processi, a fantasticherie, ecc., che, assorbendo fortemente l'attenzione di chi n'è conquiso, producono l'impossibilità di pensare a quello che invece sarebbe doveroso pensare.
Un arguissimo scrittore francese, Francis Delaisi, in un suo libro (sparito dalla circolazione e quindi appena reperibile in qualche biblioteca...) dal titolo: «La démocratie et les financiers», ci presenta tali induzioni che dovrebbero seriamente far riflettere, in quanto, penso, potrebbero avere una grande rispondenza con la realtà.
Egli arriva a dire, che la repubblica è uno specchietto per le allodole e la democrazia una trappola: siamo ingannati!  Delaisi scopre il trucco; mostra con quali procedimenti ingegnosi il giudaismo sia riuscito a fare della democrazia il più meraviglioso, il più agile, il più potente strumento di sfruttamento delle folle, un facsimile d'una pompa aspirante e premente.
Il suo libro si potrebbe chiamare «Manuale di politica sperimentale per illuminare i gonzi».
«Dove vanno a finire, egli si domanda, i miliardi delle imposte che i cittadini pagano allo Stato? Forse vanno a seppellirsi nei tesori delle banche di Stato? No certo; essi non fanno che passare dalle tasche dei contribuenti in altre tasche: quali?». Questo viaggio è assai interessante a seguire, e chi vuole seguirlo non ha che a consultare la fonte indicata.
L'autore, dopo avere descritto quanto viene assorbito dalla barca della pubblica amministrazione, conclude col dire, che i tre quarti delle imposte pagate dai contribuenti, costituiscono il tributo pagato dai cittadini ai pescicani del passato e del presente, con i quali abbiamo già avuto il piacere di fare la conoscenza. Perfino le beneficenze che, in occasioni di disastri, i cittadini offrono allo Stato, finiscono, quasi tutte, ad impinguare i Giudei e i rispettivi complici.
Chi, dunque, difenderà i cittadini da questa immane, perpetua truffa democratica, ordita dall'alta finanza ebraica, che ha in mano tutte le banche, tutti i governi parlamentari e quasi tutti i giornali del mondo? Nessuno!
Chi illumina il popolo sulla realtà che si cela dietro il sipario parlamentare? Nessuno!
Per rompere questa cerchia d'interessi, da cui le nazioni si trovano serrate ed oppresse, non ci sarebbe che la coscienza popolare, la cosiddetta opinione pubblica; ma questa è creata dalla Stampa, e la Stampa è in mano... ai Giudei.
Stiamo perciò molto cauti a non farci ulteriormente ingannare dall'allettante espressione  «democrazia» perché vi si cela la più autentica e grandiosa truffa.
Il giudaismo riesce a crearle speculando sul patriottismo dei «goim». attraverso cosiddette «costituzioni», col fascino di parole sonore, come libertà, indipendenza, unità nazionale, progresso, ecc... In effetti, tali democrazie equivalgono a «Stati ebraici-massonici», sui quali si vede spesso brillare la stella a cinque punte, vale a dire il pentalfa massonico.
NOTE
(1) V. Sepher Qore La-doroth, cap. 8 e Polemik ecc., p. 62, ediz. Paderton, 1883.

(2) Cfr. Panonzi, op. cit., pp. 44-45.

http://www.vho.org/aaargh/fran/livres4/lefocculte.pdf

domenica 2 giugno 2013

Francesco II delle Due Sicilie l'esilio





Francesco II delle Due Sicilie:
un vero Re, un vero Napoletano, un vero Borbone

di
Carlo di Borbone
Principe delle Due Sicilie e
Duca di Castro




“Io sono napoletano, nato in mezzo a voi, io non ho respirato altra aria, non ho veduto altri Paesi.  Ogni mio affetto è riposto nel Regno, i costumi vostri sono pure i miei, la vostra lingua è pure la mia […].  Mi glorio di essere un principe che, essendo vostro, ha tutto sacrificato al desiderio di conservare ai sudditi suoi la pace, la concordia e la prosperità”.
Sono le parole di Francesco II di Borbone pochi giorni prima della fine del Regno. E quelle parole spiegano bene come era forte il legame tra Francesco II e la sua terra e perché ancora oggi è forte il mio legame con Francesco II di Borbone, l’ultimo Re del Regno delle Due Sicilie.
“Non vi resteranno neanche gli occhi per piangere”, profetizzò Re Francesco lasciando la sua reggia e la sua capitale il giorno prima dell’arrivo di Garibaldi e, forse, non aveva torto, considerando quello che il suo ex Regno fu costretto ed è costretto a sopportare dal passato al presente. Francesco II, per pochi mesi, governò nel segno di una dinastia che seppe fare grandi Napoli e il Sud dell’Italia fin dal 1734.
Gli interventi per l’assistenza ai poveri, la costruzione e l’ampliamento di ospedali, le bonifiche, la scuola di diritto internazionale, i progetti per la diffusione delle ferrovie, i decreti per la valorizzazione delle industrie e dell’economia. Sua madre Maria Cristina di Savoia era morta poco dopo la sua nascita trasmettendogli una religiosità profonda che caratterizzò la sua vita e le sue scelte. Aveva sposato una grande donna, la principessa Maria Sofia di Wittelsbach, sorella della famosa Imperatrice Sissi.
Il 27 dicembre del 1894 Francesco II moriva ad Arco di Trento. Si faceva chiamare “signor Fabiani”, per timidezza e riservatezza o solo per evitare di riaprire vecchie ferite.      
E solo quando i rappresentanti delle corti di tutta Europa arrivarono lì per il funerale, gli abitanti del posto si resero conto che quel signore cortese e semplice era l’ultimo Re di Napoli. Francesco II, non fu soltanto l’ultimo Re di Napoli, ma fu anche uno degli ultimi cavalieri nobili dell’Ottocento, l’ultimo Re “santo”, il primo emigrante meridionale, l’esempio da seguire ogni volta che un uomo nella vita perde tutto, l’amore, la sua unica figlia, il suo Regno, i suoi cari, il suo popolo e aspetta con “gioia” e rassegnazione la fine del suo tempo.
Questo significa essere uomo e santo. Aspettare Dio in silenzio e vivere la propria vita in punta di piedi, senza dare fastidio a nessuno, senza rancore, senza rabbia, con grande dignità e onore. Un vero Re. Un vero Napoletano. Un vero Borbone.

Il libro nero del capitalismo‎




Il libro nero del capitalismo (2001) 548 pgg. Editore Tropea, collana Best.
Nota di copertina:

 Il capitalismo è l'unico modello di società reputato oggi soddisfacente, se non ideale. La sua maggiore virtù consiste nel raggiungere il massimo profitto nel minor tempo possibile; in questo sistema, gli unici bilanci che valga la pena di citare sono quelli contabili, ma a quale prezzo? Associare il capitalismo a parole come "crimine" e "genocidio" è lecito quando ci si rende conto che gran parte dell'umanità, al di fuori dell'Occidente, vive in condizioni di povertà spaventose e rischia costantemente la vita a causa di malattie, conflitti e malnutrizione. Un gruppo di storici, economisti, sociologi, sindacalisti e scrittori, come Gilles Perrault e Jean Ziegler, ripercorre la storia dell'ultimo secolo alla luce degli eventi più tragici e drammatici che hanno macchiato di sangue le democrazie occidentali del "Primo mondo". Schiavitù, repressioni, torture, appropriazioni di terre, dittature imposte, disastri ecologici: i danni prodotti dal capitalismo sono incalcolabili e sotto gli occhi di tutti.

Nota di recensione: Sinceramente pensavo che si trattasse dell'operetta un po' raffazzonata messa rapidamente su, qui in Italia, da dei buoni compagni, che so? studenti, sindacalisti, qualche intellettuale, volenterosamente autoreclutatisi allo scopo di rendere la pariglia al berlusconiano ed strombazzatissimo "Libro nero del Comunismo" del quale il tycoon di Arcore alla vigila delle scorse elezioni graziosamente inondò l'Italia. Mi sbagliavo: si tratta 'solo' della "importazione" in Italia di un libro che all'estero circola già da tempo ("I tempi delle ciliegie", Francia 1998) che a sua volta è un'antologia di una serie di scritti di studiosi di tutto il mondo apparsi nel tempo, in un lungo periodo di tempo, presso giornali, libri e riviste di tutto il mondo. I suoi capitoli sono i seguenti (apporterò ai titoli di ognuno di essi delle brevi, eccentriche considerazioni):
1): "Le origini del capitalismo", che cominciò a darsi quella struttura pianificata che lo ha reso invincibile nei secoli XV-XVI, con la scoperta dell'America da parte di Colombo. Cristoforo, ovvero 'Portatore di Dio', si chiamava quel maledetto bigotto, ma è come se avesse portato con sé il diavolo. Il suo fatale errore ha portato al mondo morte e distruzione e per questo mi auguro che avvampino, lui e il suo pomposo nome, nell'eterno fuoco dell'inferno.
2): "Economia schiavista e capitalismo: un bilancio quantificabile", ma spaventoso. Chi conosce l'indole dei lusitani e ne ama la intensa e struggente musicalità si meraviglierà d'apprendere, come me ne sono meravigliato io, che furono proprio i portoghesi i primi a pensare all'Africa nera come ad un immenso serbatoio di manodopera a costo zero.
3): "Fuoco, sono soltanto operai!", ovvero quanto sono diversi da quei poveri disgraziati i lavoratori di adesso, grassi come scarafaggi, pigri come masconi, attaccati ai privilegi come i ragni alla loro tela e tutelati più che la foca monaca.
4): "1744-1849, un secolo lionese: gli operai della seta di fronte ai cannibali del profitto", "E voi - m'è venuto di chiedermi - voi, cari Epifani-Pezzotta-e-Angeletti, dov'eravate? Lei, onorevole D'Antoni, dov'era? Dov'eravate voi, compagni Del Turco e Benvenuto? E lei, esimio dottor Cofferati? Dov'eravate tutti? Attorno a una tavola rotonda o in una tavola calda?".
5): "1871: tradimento di classe e settimana di sangue" dove si narra di quanto i mercanti e i buoni borghesi di Francia preferissero alle rivendicazioni dei comunardi le baionette dei prussiani.
6): "Repressione antisindacale", leggendo il quale ho più volte esclamato "Per Putifarre, che tempi!".
7): "Le bande armate del capitale nella Francia repubblicana", ovvero sangue nuovo, signori e signore. Denti nuovi, nuovi appetiti: la vecchia Francia si anglicizza.
8): "La Grande Guerra: 11.500 morti e 13.000 feriti al giorno per tre anni e mezzo". "Credevamo di morire per la Patria e invece morivamo per gli industriali", così disse André Gide che vi partecipò.
9): "Controrivoluzione ed interventi stranieri in Russia (1917-21)", laddove si racconta che, siccome la classe non è acqua, gli inglesi, i tedeschi e i francesi, acerrimi nemici sui campi d'Europa, appassionatamente s'unirono a strangolare il nascente bolscevismo.
10): "La seconda guerra mondiale", ovvero un'ecatombe di 50 milioni di morti voluta dai mercanti di armi di qua e di là del Mare del Nord e di qua e di là dell'Atlantico quando il 'mostro' Hitler chiedeva solo pari dignità sui mari e di potersi convenientemente allargare ad est. E per favore non mi si venga a dire che a sir Winston Churchill importasse qualcosa degli slavi.
11): "Sull'origine delle guerre e di una forma parossistica del capitalismo", dove si dimostra perché e come il capitalismo abbia sempre mantenuto stretti vincoli con le opere di morte.
12): "Imperialismo, sionismo e Palestina", ove si narra del capolavoro diplomatico della perfida Albione che per trarli a sé nella guerra contro i turchi promise un insediamento in Palestina sia ai palestinesi che ai sionisti.
13): "Guerra e repressione: l'ecatombe vietnamita". Qui all'impiedi tutti, signore e signori! Si tratta dell'unica guerra, e che guerra! dove l'imperialismo USA sia uscito sconfitto e scornato.
14): "Massacri e repressione in Iran", dove si tratta di Reza Pahlevi, scià di Persia, ombra di Dio sulla terra, sanguinario satrapo che mentre la sua gente moriva di fame, tutti i giorni da Teheran mandava un aereo in Italia a prendere la mozzarella di bufala campana di cui era ghiotto.
15): "Genocidio anticomunista in Indonesia", che se, a scriverne i nomi, Sukarno e Suharto sembrano quasi uguali, politicamente tra i due correva la stessa differenza che corre tra la vita e la morte. Solo che il secondo eliminò il primo.
16): "L'annessione indonesiana di Timor Orientale", dove Suharto, e dopo di lui Marcos, risultarono peggiori perfino di quanto Washington avrebbe voluto. E non è che a Washington vadano tanto per il sottile su queste cose...
17): "L'Iraq vittima del petrolio", capitolo che dimostra inconfutabilmente che il problema non è Saddam bensì il petrolio. E così sarà sempre, perché c'è l'oro nero sotto le sabbie mesopotamiche e dentro le teste dei texani.
18): "L'Africa nera sotto la colonizzazione francese". Oh, l'imperialismo francese! Più recente e quindi più insofferente e brutale di quello inglese.
19): "Algeria 1830-1998: dal capitalismo coloniale alla ricolonizzazione mondializzata", ovvero come con i soldi dei contribuenti il governo francese comprava delle mucche perché i capitalisti privati s'attaccassero alle loro pingue mammelle.
20): "L'Africa delle indipendenze e del comunismo (1960-1998): indipendenza dal comunismo, come a dire il povero George Dobliù Bush che un giorno sì e l'altro pure dinanzi a due o trecento microfoni si lagna dell'ingrato compito degli USA di diffondere e difendere la democrazia nel mondo.
21): "Gli interventi statunitensi in America Latina", là dove viene finalmente spiegato che la famosa dottrina Monroe "L'America agli Americani" dev'essere intesa nel senso di "Il continente americano agli Stati Uniti". E così CIA!.
22): "Stati Uniti, il sogno incompiuto: la lunga marcia degli afroamericani", ovvero la lunga marcia del povero zio Tom dal paleocapitalismo dei stati del sud al capitalismo più moderno e spregiudicato di quelli del nord.
23): "Centenario di un genocidio a Cuba: la riconcentrazione di Weyler", ove si tratta delle vicende di Cuba, una volta definita la pattumiera degli Stati Uniti! Vita lunga a Fidel, lider maximo!.
24): "Il genocidio degli amerindi", che erano troppo deboli per lavorare duro, quindi meglio i negri!
25): "Il capitalismo all'assalto dell'Asia", ossia i prodromi della globalizzazione, quando in nome della libera circolazione delle merci ai cinesi e ai giapponesi si imposero con le cannoniere il made in USA e in UK.
26): "Le migrazioni nel XIX e nel XX secolo: un contributo alla storia del capitalismo", che m'ha fatto tornare alla mente un famoso film di Michael Cimino sulla grande depressione che ci fa vedere come là dove servivano diecimila braccia artatamente se ne mandavano centomila così ché il prezzo della manodopera crollava.
27): "Capitalismo, corsa agli armamenti e commercio delle armi", leggendo il quale m'è tornata alla mente la frase sconsolata che tra il serio e il faceto era solito dirmi un mio cliente di Villalba, padrone dell'unica impresa di pompe funebri del paese, "Caro direttore, non si può più vivere. Non muore più nessuno!".
28): "I morti viventi della mondializzazione", dove si illustrano i crimini dall'inquinamento industriale e le responsabilità dei governi occidentali.
29): "La mondializzazione del capitale: le cause della minaccia di una nuova barbarie", ovvero la globalizzazione, questo tristo fenomeno in base al quale quel che va bene agli Stati Uniti deve andare per forza bene all'intero mondo.
30): "I banchieri svizzeri uccidono senza le mitragliatrici". ossia "Perché denunciarlo [il reddito], con tutto il bene che ci ha fatto...?".
31): "La pubblicità è più efficace delle bombe: i crimini pubblicitari nella guerra moderna". Il grande Flaiano era solito dire che la pubblicità unisce l'inutile al dilettevole. Solo che l'inutile tocca sempre a noi mentre tutto il diletto se lo prendono loro.
32): "... e se non bastasse l'abolizione del capitalismo!". "No, no, i signori devono continuare a vivere da signori!", direbbe Marcello Marchesi. "Se no i poveri si perdono lo spettacolo".

Appendice: "Capitalismo e barbarie: riepilogo dei massacri e delle guerre nel XX secolo". Morti, morti, morti! Calcolatrice alla mano fanno 99.400, dal genocidio dei pellerossa fino alla santa crociata in Bosnia. Non entrano nel conto, perché "Les temps des cerises" è del 1998, i morti per la normalizzazione della Iugoslavia e quelli per la liberazione dell'Afganistan, mentre non fanno testo quelli che ogni giorno muoiono in Palestina. Questa macabra contabilità, questo voler contare i morti per poter dire "Sono di più i miei" mi sembra una cosa alquanto berlusconiana. Sia perché i morti non sono uguali e sia perché io tra un morto di destra e un morto di sinistra preferisco sempre il mostro di destra.
Forse è per questo mi sarei divertito di più a leggere "Il libro nero del Comunismo" anziché questo. Vuoi mettere, i metodi e le risorse di uno Stalin!
7 gennaio 2003